[ тринаесТачака ]
Capuccetto rosso s'è mangiata lupo, nonna e cacciatore.

11/04/2008


dove sorge il Sol dell'avvenir?

Bello bello bello!!!



Il film si chiama 'Linda Linda Linda', è del 2005, regia di
Yamashita Nobuhiro. Semplicemente da vedere (ovviamente in versione originale con sottotitoli)! Ecco.

diversità, onde buone, visto letto sentito | by miloz | 19:29 | commenti

02/04/2008


fronte orientale

A g g i o r n a m e n t o :   n u l l a   d i   n u o v o

Brevemente... ma neanche tanto. Non solo anime. Dopo essermi sparato serie intere di Evangelion
(fondamentale!), Death NoteElfen Lied (sembra splatter, ma critica feroce contro la vera violenza), Ergo Proxy, Earth girl Arjuna (ecologia a manetta, non mangerò mai più un hamburger), un monte di animazioni di Miyazaki (consiglio, in particolare, TUTTO!!!), qualche film giapponese qua e là (per chi vuole piangere, Crying out love, in the center of the World), sono passato a droghe pesanti... narrativa giapponese.
Tutto è iniziato un bel giorno, quando ho trovato un racconto di Tanizaki, La gatta. Carino! Poi, cercando altre cose di Tanizaki, per caso ho scoperto Mishima (Confessioni di una maschera, La voce delle onde, Dopo il banchetto), e poi anche Murakami (Norvegian wood, A sud del confine, a ovest del sole)... ora sto divorando romanzi in maniera schifosa. Io, che non riuscivo a scegliere qualcosa che non fosse saggistica o fantascienza.
Sarà che il mondo là fuori è sempre più una merda e non riesco a trovarvi soddisfazione alcuna. Sarà che non ci sono più le mezze stagioni, ma manco le stagioni intere, ma manco le doppie stagioni, e il mio inverno sta diventando un'era glaciale... sarà che appena metto il naso fuori dal mio guscio c'è sempre qualcuno che vuole, pretende, obbliga, esige, impedisce, ostacola, preme, impone, decreta, stabilisce, ecc. Sarà che questi autori sono veramente belli (non sono nessuno per dire bravi), ma passare il tempo seduto sul fondo della trincea abbracciato a qualche libro, mentre in superficie volano mazze e piovono schegge, per ora non mi pare sbagliato. Cercare una via d'uscita? Ma uscita DOVE!?!?

psicoterapia, de-coscienza, visto letto sentito | by miloz | 20:02 | commenti (3)

21/02/2008


manca il verde!

Tutti i colori del cielo



Tranne la prima foto, tutte le altre sono state fatte con la mia nuova "vecchia" fotocamera, che si è subito dimostrata in linea con la mia visione del mondo... e dell'immondo... nel quale vivo. Grazie a Mattia, la gloriosa vecchietta Coolpix 775 (autrice del primo scatto) ha trovato una valida erede, una Konica-Minolta Z3.

psicoterapia, onde buone, visto letto sentito | by miloz | 19:47 | commenti

30/01/2008


farsi i blogazzi altrui

Chiesa alternativa e 3 assi con rimorchio

Partiamo dal "sacro". Ho un collega credente cattolico convinto con il quale discuto spesso di fede e non-fede. Frecciatine, scherzi, battute reciproche, sempre nel rispetto della persona. Non sono credente, mi piace il relativismo della ragione (proprio quello che fa paura al Papa Ratzi) e per questo non faccio fatica a convivere con credenti e non-credenti di tutti i tipi e gradazioni.
Oggi ho chiesto al mio collega un'informazione sulla 'chiesa di Gesù cristo e dei santi degli ultimi giorni', se sono loro i mormoni. Invece di ottenere la risposta, il collega si è infervorato insistendo sul fatto che: a) bisogna evitarli; b) non sono una chiesa; c) non sono una fede né una confessione; d) sono una setta; e) conosce la sorella di un amico che si è convertita lasciando famiglia, figli, marito, lavoro, paese, continente andando a fare la sacerdotessa in America; f) scientology è uguale, se non peggio. Inutili sono stati i miei tentativi di sostenere che i mormoni sono una fede/credo come il cattolicesimo, e che la definizione di "setta" è solo uno strumento della fede dominante per screditare altri credi simili. E inutile è stato il parallelismo tra la sacerdotessa mormona e un qualsiasi sacerdote/suora che rinuncia a tutto per dedicarsi alla fede. Alla faccia del dialogo inter-religioso!
Come risposta a questo modo di pensare, ecco un blog interessante per i credenti e i critici della fede: sacerdoti sposati: l'informazione libera.
E dal "non esiste più religione" al "non esistono più lavori da uomo e lavori da donna", ecco un altro blog che mi è saltato agli occhi: Lady Truck Driver Team. Secondo le statistiche le donne fanno in proporzione meno incidenti stradali dei maschietti, che al volante sono spesso più arrapati che a letto. Ho già visto una grossa differenza tra gli autisti e le autiste dei mezzi pubblici. I primi si incazzano per ogni stronzata, sbuffano e commentano ad alta voce, accelerano e frenano violentemente. Le seconde quasi non esistono, guidano elegantemente e dolcemente... sembra di essere in poltrona. Sapere che al volante dei bestioni da 40 tonnellate ci sono anche donne, mi rassicura un po', quando quando sono in autostrada.

diversità, visto letto sentito | by miloz | 21:52 | commenti (3)

02/12/2007


mondonafta 2

Metre noi tran-tram, lo sceicco gnam-gnam

Si dice che i capoccia di Abu Dhabi abbiano gradito talmente la nostra esibizione (Berimbau+Swing orchestra) da chiedere una nuova esibizione 2 ore dopo, alla presenza dello sceicco e della sua famiglia. Così, sebbene stanchi, sudati e puzzolenti, ci siamo esibiti nuovamente introducendo i fuochi d'artificio allo scoccare della mezzanotte... 2 dicembre... festa nazionale.
Ma come festeggiano gli abitanti di questa città? Leggendo le cronache, il figlio dello sceicco di Abu Dhabi, H.H SH Mansoor Bin Zayed Al Nahyan, ha pensato di fare una mega-spaghettata e ha partecipato all'asta (svoltasi a Firenze) per aggiudicarsi un super-tartufo da 1,5 kg, offrendo 212.000 dollari. Purtroppo niente pasta, è stato battuto da un cinese che ha offerto 330.000 dollari... un grave danno per l'emirato di Abu Dhabi, che si è appena comprato il 4,9% di City Group (la prima banca americana)... trascinando in alto Wall Street, e rendendoMI (!) sfavorevole il cambio euro-dirham... grrr!!! Se trovo un tartufo non glielo faccio manco annusare!
Gli Abu Dhabiani, invece, si divertono come matti in strada con i loro SUV e macchinoni sportivi addobbati con bandiere e foto di sceicchi, a sgommare (burn-out), accellerare facendo scoppiare le marmitte, ma fondamentalmente a stare incollonati sulla Corniche (il lungomare) a fare i fenomeni, tra l'altro senza aver bevuto un goccio di alcool, perché non c'è. Saranno i fumi dei gas di scarico...
Gli altri (indiani, pakistani, indonesiani, filippini, koreani, thailandesi, malesiani, libanesi, siriani, ecc) hanno poco da festeggiare. Lavorano, lavorano, lavorano. Per me sono loro i veri eroi di Abu Dhabi. Con enorme gentilezza, impegno e umiltà, gli immigrati del sud-est asiatico fanno TUTTO quello che c'è da fare perché i locali, proprietari di TUTTO, turisti e altri signori, possano vivere in questa città in maniera consona al lusso che essa ostenta. Sarebbe, tuttavia, facile parlare semplicemente di sfruttamento: la città dà lavoro a tantissimi immigrati, che ci vegono perché ci stanno meglio che nei propri paesi, dove comunque dovranno tornare una volta finito il lavoro ad Abu Dhabi.

diversità, surrealtà, visto letto sentito | by miloz | 02:01 | commenti

12/11/2007


una tomba per i pixel

Nikon Coolpix 775

E’ scomparsa improvvisamente, caduta sul lavoro, la mia macchina fotografica digitale. Era una dama di una certa età, ma una generosa lavoratrice che delle sue piccole mancanze faceva virtù. Non amava il buio e riusciva ad esprimersi al meglio da vicino e con tanta luce. Amava le bellezze della natura, i colori, le forme strane e i giochi di luce, ma soprattutto amava condividerli con gli altri. Per sua scelta non ha mai pensato alla pensione, ma ha deciso di lavorare fino alla fine.
Lascia due piccole schede di memoria, il fedele caricabatterie e due batterie che l’hanno sempre sostenuta nel lavoro, e un piccolo treppiede che le ha offerto momenti di gioia durante gli ultimi giorni di vita.
La ricorderemo per la sua visione del mondo originale e intimistiche, di cui lasciamo un esempio qui a lato.

psicoterapia, surrealtà, visto letto sentito | by miloz | 14:23 | commenti (2)

16/08/2007


alzo zero

Odio finto, odio vero

Pak! Pak! Pak! Le pallottole ti cadono attorno. C'è uno che ti urla, ma tu non capisci un tubo. I tuoi compagni saltano il fosso e scompaiono in una nube di neve alzata da una mitragliatrice che ti cerca da una cinquantina di metri di distanza. Hai tre compagni che ti parano il culo. Salti il parapetto e corri avanti. Tutto rallenta improvvisamente: un'esplosione ti copre di terra e ti fa fischiare le orecchie. Hai due compagni che ti parano il culo. Corri avanti, passi illeso in uno sciame di proiettili. Basso! Qualche scheggia ti ferisce, non fa niente. Eccolo lì. Salti nella trincea nemica, veloce e basso, aggiri il bunker, il crucco vestito di bianco non ha tempo di girarsi. Lo secchi con una raffica. Butti via il tuo BAR e prendi il suo StG44, più veloce, preciso e leggero. Ha due caricatori da 32 colpi. Bene, avanti!

In un pomeriggio, ho visto, due giocatori di Playstation riescono a seccare circa 10 mila soldati tedeschi. In media 200 per livello, ripetuti non so quante volte, perché mica si fanno ammazzare a gratis: ti sparano anche loro con qualsiasi cosa, e t'ammazzano più volte. Però hanno iniziato loro per primi, invadendo mezza Europa, 'sti nazisti. E se per me liberare l'Europa
a suon di stragi (per gioco!) senza pietà di nazisti senza pietà sembra cosa buona e giusta, una volta riposto il joypad (quella roba che serve per manovrare il tuo ego digitale) mi vengono in mente alcune domande. I ragazzi tedeschi (di oggi) come fanno a giocare a questi giochi? Non è forse estremamente frustrante dover immedesimarsi per forza un americano/russo/inglese/francese che massacra senza battere ciglio altri soldati che parlano la tua lingua? Dall'altra parte, offrire la possibilità di combattere dalla parte dei nazisti è parecchio diseducativo (se non inserito in un percorso di redenzione, che trasforma un SS rampante in un simpatico vecchietto filo-UE e che vota SPD).

I giapponesi, per esempio, rispondono all'amara sconfitta della seconda guerra  e alla conseguente aggressione culturale occidentale esportando fior di cartoni animati, fumetti e videogiochi neutri (Mario Bros, Pokemon) e culturalmente orientati (ragazzine con spadoni, samurai che sconfiggono demoni), o nostalgici della grandezza imperiale (basi segrete con navi spaziali e robotoni che sembrano samurai e difendono la terra da invasori alieni che vengono dal mare o dallo spazio). I giovani tedeschi come possono rispondere a questa costante e ingiusta (vista l'età) colpevolizzazione? Non so quanti giocano a questo tipo di giochi, forse preferiscono quelli nipponici. Hanno provato a rispondere con i Teletubies, ma con effetti letali per la gioventù europea. Qualcuno, per tutta risposta, si gira verso ambienti neo-nazisti, affascinato dal passato che ovunque gli viene presentato come sbagliato, ma che loro sentono come unico glorioso passato nazionale. Ed ecco che il "gioco" rischia di ricominciare.

diversità, psicoterapia, visto letto sentito | by miloz | 15:40 | commenti

21/07/2007


exit007

Io c'ero!!!

onde buone, visto letto sentito | by miloz | 17:45 | commenti

12/04/2007


così va la vita

Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut

E' paradossale, quasi una trovata letteraria, il fatto che proprio nel giorno in cui ho finito di leggere un romanzo capolavoro di una vita, l'autore di questo sia morto. Spero di non avergli portato sfiga.
Lui si chiamava Kurt Vonnegut, uno di quegli autori che mi fa amare la letteratura fantascientifica americana. Il romanzo è Mattatoio n.5 (sottotitolo La crociata dei bambini), romanzo che più di tutti ha reso famoso il suo autore perché è un modo oserei dire "controculturale" per raccontare al lettore il più grande e più rimosso crimine di guerra commesso dagli alleati nella Seconda Guerra mondiale: il bombardamento di Dresda (circa 100 mila civili uccisi, più di Hiroshima e Nagasaki).
Kurt era lì, ragazzino in uniforme prigioniero di guerra dei tedeschi, mentre Dresda per quasi 13 ore veniva inondata di ordigni incendiari e dirompenti da bombardieri pilotati da altri ragazzini inglesi e americani. E lì incrocia un paio di volte il protagonista del romanzo, Billy Pilgrim, anche lui prigioniero di guerra dei tedeschi.
Billy ha una strana capacità, riesce a viaggiare nel tempo, improvvisamente, in pratica vive tutta la sua vita contemporaneamente, e spesso passivamente perché sa quando e come morirà, sa come andranno a finire le cose. Per questo raramente gode delle emozioni della vita, raramente trova il senso della vita: che senso ha una vita che non ha direzione?
Qualcosa cercano di spiegargli i Tralfamadoriani, razza aliena che lo rapisce e lo porta in uno zoo del proprio pianeta, ma vivendo loro in 4 dimensioni (vivono il tempo tutto insieme, non c'è prima e dopo), hanno difficoltà nel farsi capire. L'unica cosa che ottengono è che Billy diventa indifferente alla morte. E commenta tutte le morti con un laconico "Così va la vita".
Ebbene, spero che il vecchio Kurt sia ora su qualche pianeta dell'universo a fare figli con una porno-star. Così va la vita

visto letto sentito | by miloz | 22:32 | commenti

23/11/2006


atelier Auschwitz
Mors tua, Ars mea

Se fossi condannato a morte, che ne so... per impiccagione, farebbe qualche differenza se l’esecuzione avvenisse nell’intimità funebre di una stanza o davanti a una platea di miei simili, desiderosi o meno della mia morte? Non so. Ma se l’esecuzione fosse inserita, ancora più contro la mia voglia di vivere, in una performance artistica, beh... mi darebbe molto più fastidio.

Questo è capitato ad una gallina a Zagabria, in una galleria d’arte. La performance ha visto l’artista, Vlasta Delimar, sgozzare il povero pennuto, spargendo il suo sangue sul pavimento, spennarlo, sbudellarlo e cucinarlo. Davanti ad un pubblico di cultori dell’arte contemporanea. Anche se gli organizzatori della performance giurano che la gallina non è stata sprecata, non so quanti dei presenti hanno avuto il coraggio di gustare i preziosi cosciotti.

L’obiettivo della performance artistica voleva portare a livello pubblico tante cose: la violenza quotidiana (domestica), il lavoro sporco delle donne, l’ipocrisia di chi si nutre di animali, ma non li vuole vedere morire. Era anche un affronto all’arte, visto che molti artisti hanno difeso la Delimar invocando la libertà di espressione artistica, mentre altri l’anno bocciata come una inutile crudeltà.

Non sono un vegetariano, ma mi considero abbastanza animalista. Solo 'abbastanza', perché non metto sullo stesso piano l’uomo e la gallina. Credo tuttavia che, anche se la gallina (forse) non ha la percezione della propria dignità, l’uomo ce l’ha, per sé e per la gallina. Per questo vedere una qualsiasi vita sacrificata contro la propria volontà istintiva sull’altare dell’arte, che per noi non è altrettanto essenziale come la vita per la gallina, mi fa rabbrividire. Il fatto che, poi, non sia stata sprecata non rende la sua morte meno inutile, e meno grave la sofferenza inflitta all'animale.

Forse è una mia illusione, o un bigottismo, ma l’arte non la considero più tale quando toglie la vita o fa male a qualcuno che non vuole che gli si faccia del male. Che sia una farfalla, una gallina, un albero o una persona.

palude mentale, visto letto sentito | by miloz | 21:59 | commenti

03/10/2006

vita: malattia mortale
Max Frisch, Homo Faber (Feltrinelli)

Alla fine ce l'ho fatta, ho finito Homo Faber! Un diario che sembra una relazione, che inizia piano, trascinato come un budello, tanto da voler gettare la spugna dopo una decina di metri... ehm... pagine. Poi prende... cazzo se prende! Prende allo stomaco, trasferisce sul lettore tutto il dolore che il protagonista non è capace di provare per la sua forma mentis. Un crollo che salta l'umanità del protagonista (ma non quella del lettore), da una felicità meccanica ad un dolore animale, che fa svanire tutte le complicazioni nelle quali i personaggi si sono imbrigliati. E finisce, proprio quando impari a voler bene, al protagonista, al mondo narrato, al libro.
Finisce. Proprio quando si tocca il fondo e prepari alla spinta di risalita. Finisce. Non c'è più.

visto letto sentito | by miloz | 21:01 | commenti (1)

22/12/2004

Libri, RfTx: work in PREgress
Sto sublimando di brutto! (i.e. non avrò mica bisogno di una donna?)

Il primo passo è fatto: ho ordinato un minitrasmettitore FM, da montare (sarà da ridere!). La straordinaria potenza, 300miliWatt, indirizza il nome della "preemittente" verso una roba del tipo "radio pianerottolo". Poi, ho stralciato il primo pre-manifesto: troppo ufficiale per qualcosa che di ufficiale non vuole avere nulla.
Altra questione. Ho divorato il libro di Benni, L’ultima lacrima. Bello! Una serie di piccoli racconti che, dopo le viscere trascinanti di Holoway, andavano via come piume. Ho deciso di sabotare la filiera del potere editoriale liberando questo libro (www.bookcrossing.com), perché almeno qualcuno lo possa leggere ‘a gratis’. Mi sono già tuffato su TERRA!, suggeritomi da alcune/i e prestatomi da Damiana in cambio di un Fahrenheit di Bradbury.
E’ un periodo strano questo, per me. Non sento il peso del Natale/Capodanno, ed è un bene! Ho tante idee e velleità che trascino avanti piano piano (blog, pdfanzine, disegno, radio, libri). Ma credo che mi stiano distraendo da cose che in qualche modo dovrei (?) considerare più importanti... sciocchezze come lavoro... vita sentimentale... il mio "futuro"... Sento che c’è qualcosa che non c’è! (minkia, che sensitivo che sono...)

prerivoluzione, visto letto sentito | by miloz | 19:49 | commenti

18/12/2004

Libri & letture
John Holoway, Cambiare il mondo senza prendere il potere

Sottotitolo: il significato della rivoluzione oggi. Brevemente l’idea che mi sono fatto: la rivoluzione è una palla! Sia nel senso che gli esperimenti rivoluzionari che prevedevano la conquista del potere sono sempre diventati realtà reazionarie, sia perché questi esperimenti prevedevano l’esecuzione di un preciso, noioso, religioso programma rivoluzionario, ogni discostamento dal quale veniva giudicato (e punito) come deviazionista, anti-rivoluzionario, borghese, ecc, ecc. ‘nsomma, questo è chiaro.
Quello che non è chiaro è "a che serve questo libro di Holoway"? Per carità, vi si trovano analisi, spiegazioni e critiche interessanti di molte teorie marxiane e dei loro derivati (quasi sempre fallimentari). Vi si trovano molti spunti interessanti, ma complessivamente il saggio è lento, ridondante, ammiccante (noi gridiamo, noi gridiamo). In più, su ogni cazzo di pagina c’è, a margine, un trafiletto con la frase più significativa(!?) della pagina: fastidiosissimo! Non so se è un problema di traduzione, ma, epurato da ripetizioni e strizzatine d’occhio al lettore e allo zapatismo, l’intero saggio, per non dire quello che non dice, potrebbe essere pubblicato in formato "100pagine/1000lire". Altro che 300 pagine, copertina rigida e 15€!!! Il libro di Holoway mi sembra, in nuce, troppo debole e di circostanza per essere promosso, com’è stato, la lettura obbligatoria del movimento dei movimenti.
Questo libro, inoltre, è uno di quelli che mi fa anche incazzare! Ci vedo del furbesco, grazie al mio viscido scetticismo. Credo, infatti, che qualcuno (editoria, teatro, musica) si stia facendo i soldi alle spalle del movimento, pubblicando, dicendo e musicando cose sicuramente richieste da un pubblico in movimento, ma lontane dall’essere innovative. Insomma, non mi si possono vendere libri, CD e spettacoli alternativi, anti-liberisti, anti-capitalisti, ecc. al solito prezzo di mercato!!! La "rivoluzione", mica ce la vogliono vendere in promozione al centro commerciale!?

visto letto sentito | by miloz | 16:39 | commenti (1)


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