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12/03/2005
tutto è fermo
Giuro che non volevo
Piccola rincorsa di tre passi e poi il salto. Così il desiderio si è tuffato nel mondo dei sogni, diventando esso stesso un sogno. E la storia finisce qui. Perché, come tutti sanno, i sogni non si realizzano mai. Oppure inizia una nuova storia, più divertente e spensierata, nella quale le cose accadono per il gusto di accadere e nessun fenomeno o persona è fuori luogo. Un'altra realtà dolce che offre riposo e protezione senza chiedere nulla in cambio. A riscuotere l'amaro pizzo del risveglio ci penserà tutto quello che sta all'esterno di questo paradiso onirico. E non farà sconti. Né cercherà di tamponare il dolore di aver perso tutto solamente per aver aperto gli occhi. Rimarrà la speranza che in ogni luogo, in ogni momento, quando meno te lo aspetti, la mente tirerà il freno di emergenza della veglia e si tufferà fuori dal finestrino per andare a caccia di sogni. Per recuperarne qualcuno, magari, da portare indietro come desiderio da soddisfare.
psicoterapia, sognato pensato | by miloz | 20:56
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22/02/2005
immagin(azion)i
Sono la vittima, sono il carnefice
Stanotte ho sognato di trovarmi internato in un campo di concentramento. Non sembrava nazista, né un campo di sterminio, anche se venivamo trattati da "sottouomini". Sembrava un campo di lavoro, ma non ci permettevano di fare alcunché. In nessun momento si vedevano guardie armate. Solo qualche capò.
Nel campo di concentramento c'era anche mia sorella. L'unico momento in cui potevamo vederci era nella mensa, ma era severamente vietato parlarsi. Per "comunicare" potevamo solo tenerci per mano, di nascosto, quando ci trovavamo seduti vicini.
Come prigionieri, eravamo marchiati in base al "crimine". Io ero classificato in base all'appartenenza etnica, ma io non sapevo quale fosse la mia, cosa ero. Altri erano marchiati in base all'appartenenza religiosa, razziale o di preferenza sessuale, o come criminali comuni, dissidenti politici, assassini e così via.
C'era un'intolleranza a cascata anche tra noi prigionieri. I criminali discriminavano i dissidenti che discriminavano i "religiosi" che discriminavano gli "etnici". Questo odio interno ci impediva di organizzarci per ribellarci: ogni gruppo teneva sotto pressione un'altro gruppo, e più erano rigorosi più erano considerati. Non ci era permesso, però, neppure di organizzarci in base ai gruppi. Vivevamo tutti in stanze miste e la comunicazione tra le persone era sporadica e diffidente.
Mi sono svegliato senza che nulla di tragico fosse accaduto nel sogno. Avevo, però, un forte desiderio di sentire mia sorella. Poi c'ho pensato un po' su. In definitiva, quello nel sogno sembrava un "auto-lager", un campo di concentramento perfettamente autogestito dalle stesse vittime che vi si trovavano. Un sistema di oppressione chiuso su se stesso, senza che vi si potesse vedere l'origine dell'ingiustizia e della sopraffazione. Spero solo che questa cosa non possa esistere fuori dal mondo dei sogni.
palude mentale, de-coscienza, sognato pensato | by miloz | 20:47
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26/01/2005
con la sola imposizione dei media
Previsione dei tempi: febbraio-marzo 2005
Giungeranno dal medio oriente, durante il prossimo fine settimana, nuove perturbazioni che interesseranno il “regolare” processo democratico e causeranno un’impennata delle giustificazioni per i fenomeni violenti che accompagnano entrambi i lati del fronte caldo.
A partire da febbraio, dopo il trionfo dei fenomeni del “Bene”, avranno luogo intense perturbazioni psico-mediatiche atte a convincere le masse fredde che il trionfo del Bene è stato veramente un trionfo. Del Bene. Tali perturbazioni saranno accompagnate da precipitazioni del prezzo del petrolio.
Più avanti, eventuali episodi temporaleschi nel centro-nord Italia saranno attribuiti a fenomeni di carattere anarco-insurrezionalista.
Analoghi episodi di bassa pressione nel sud del Paese saranno, invece, dovuti a masse in movimento per il diritto al lavoro e la tutela dell’ambiente. Queste, tuttavia, saranno sicuramente interessate da infiltrazioni di cellule malavitose e daranno l’inizio alla formazione di nuovi fronti reazionari che potrebbero coinvolgere l’intera Penisola.
A causa dell’anticiclone delle regionali, non sarà di alcun aiuto l’aria fritta proveniente dalla sinistra istituzionale che darà luogo solo a sporadici fenomeni televisivi. E’ probabile un forte calo degli ascolti.
manuale di buon giornalismo, surrealtà, sognato pensato | by miloz | 14:51
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15/01/2005
l'immagine residua del potere
Inaugurazione dell'anno giudiziario 2005
La scena si presenta a strati concentrici: Mondo, Stato, città, cittadini, vigili urbani, polizia, Tribunale, carabinieri, aula della Corte d'Appello. Dentro l'aula, invece, vi è una stratificazione lineare: carabinieri in alta uniforme, giudici, magistrati, avvocati, rappresentanti del governo, CSM, regione, provincie, comuni, alti gradi di polizia, carabinieri, finanza, esercito, politici e illustri locali, professionisti e professori, giornalisti misti ad agenti in borghese, digos, scorte e servizi d'ordine.
Il Presidente della Corte d'Appello ha salutato le istituzioni presenti e ha brevemente introdotto la cerimonia. Ventiquattro minuti dopo, scolandosi a canna un litro d'acqua minerale, ha ceduto la parola al Procuratore Generale. Il magistrato, indossata la toga, ha ringraziato il presidente e ha regolato il microfono. Con una ventina di correzioni successive, durante il solo primo minuto di discorso. I seguenti ventinove minuti li ha trascorsi parlando e tirandosi su la toga che cercava disperatamente di scivolargli dalle spalle per la noia. La parola è poi passata al rappresentante dell'Ordine degli avvocati che ha esordito con una lamentela sull'eccessiva lunghezza del discorso del PM, intervallando gli aggiustamenti del microfono con i recuperi degli ochiali, che a periodi di 39,3 secondi cercavano di scivolargli dal naso.
Al 27-mo minuto del monologo avvocatesco, il PM ha chiesto al giudice il diritto di replica, ma non è stato accolto. Ciò ha causato stupore tra le istituzioni e i rappresentanti dell'ANM. Il giudice ha ammonito di fare silenzio o avrebbe fatto sgomberare l'aula, al che i carabinieri in alta uniforme hanno battuto i tacchi, il generale dell'esercito s'è buttato a terra, cinque poliziotti hanno apoggiato il dito sull'auricolare e quattro agenti di scorta si sono alzati mettendo la mano sulla pistola. Una persona ha starnutito e un sms è arrivato. A questo punto, convocando le parti, il Presidente della Corte d'Appello ha concesso una pausa di 15 muniti per far calare la tensione.
Rientrati in aula, visto che dovevano ancora parlare il rappresentante del CSM e quello del Governo, il giudice ha imposto il rito abbreviato per tutti i relatori, creando nuovi brusii tra le file delle istituzioni e dei professionisti. Il rappresentante del CSM non ha voluto patteggiare e ha dichiarato che limitare il tempo al CSM è un attentato agli organi costituzionali, al che i carabinieri in alta uniforme hanno battuto i tacchi, mentre quello in uniforme storica è svenuto, cadendo addosso al Procuratore Generale che, a sua volta, ha urlato all'attentato, facendo scattare in piedi la scorta che giocava a briscola con i giornalisti. A questo punto è balzato in piedi il Sottosegretario alla Giustizia urlando che era troppo, che era ora di finirla con le lungaggini della giustizia.
In un marasma totale il Presidente della Corte d'Appello ha deciso di tagliare la testa al toro. Si è alzato, ha battuto due volte il martello sulla testa del Sostituto Procuratore Aggiunto più vicino, dichiarando solennemente: "Oggi, sabato 15 gennaio 2005, dichiaro ufficialmente aperto l'Anno Giudiziario 1969!"
Sia il PM che i rappresentanti degli avvocati hanno annunciato il ricorso alla Cassazione.
Qualsiasi riferimento a situazioni o persone reali è puramente questione di tempo.
the system, il poterazzo, sognato pensato | by miloz | 16:19
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27/12/2004
Brutte storie
Sogni & Realtà
Stavamo tornando da Umago, da una scampagnata domenicale tra amici. Scendevamo lungo la stradina che ci conduceva verso il valico di Plovania (Cro-Slo), quando ci trovammo sulla carreggiata dapprima dei sassi, poi un tronco e dei rami, e poco prima di una curva dei massi che bloccavano il passaggio. Dovevamo rimuovere i massi per proseguire (mancavano 100 metri al confine), ma appena scesi dalla macchina vedemmo che almeno una trentina di macchine erano precipitate, una sopra l’altra, nella scarpata che costeggiava la strada. Non sembrava esserci anima viva. Gettando via i massi, colpii una macchina in bilico che precipitò ancora più giù, trascinandone altre due o tre. Un amico mi disse di non buttare altri massi giù, perché potevano esserci superstiti. Dietro la curva vidi altre macchine seppellite o spazzate via da una piccola frana. "C’è qualcuno!?" urlai. Nessuno rispondeva. Non ce l’avremmo fatta a liberare la strada, c’erano troppi detriti. Saremmo dovuti tornare indietro e già qualcuno della fila, che si è formata dietro la nostra macchina, stava facendo manovra. Feci segno a un tizio in auto, dall’altra parte della frana, di tornare indietro, quando, dietro di me, sentii urlare che la montagna ci stava vedendo addosso. Mi girai e vidi le persone che indicavano in alto, e poi con la coda dell’occhio, sopra di me, gli alberi che si spostavano, tutti insieme! "Scappate!" urlai e mi precipitai giù, lungo la strada. Di fronte a me una frana di fango mi stava chiudendo il passaggio, ma oramai ero quasi sul dritto ed ero più veloce. Poi ci avrebbero pensato i canali delle saline ad assorbire la colata di fango. In quel momento capii di avere fatto una cazzata: i miei amici erano rimasti su, mentre io sono scappato da solo senza preoccuparmi di loro. Iniziai, a questo punto, a invocare il risveglio che arrivò senza troppi problemi.
Erano le 9. Mi alzai e andai al bagno, incazzato per il brutto sogno e per aver abbandonato gli amici. E’ tanto tempo che non avevo un incubo così, pensavo tornando a letto. Probabilmente ancora sotto l’influsso dell’irrazionalità onirica pensai "dev’essere successo di nuovo qualche grande casino nel mondo, se ho fatto un sogno del genere", e mi infilai tra le coperte. Appena dopo l’una ebbi notizia del maremoto in Asia.
sognato pensato | by miloz | 09:37
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22/12/2004
Sulle ali del portafogli
Colorato di celeste e bianco, con ai lati un’enorme scritta ‘FreshAir’, l’aereo sembrava una grande confezione di caramelle balsamiche con le ali. Dentro, invece, dava più l’impressione di essere un autobus da scampagnata del fine settimana: persone che mangiano il panino, che leggono il giornale, bambini che giocano alla guerra con gomitoli di fazzoletti e le assistenti di volo che intrattengono il bel ragazzone di turno. Questi voli a basso costo erano sicuramente molto più divertenti rispetto alla compostezza e al rigore dei voli di linea delle grandi compagnie. Certo, c’era la scomodità degli aeroporti piccoli e sconosciuti, della prenotazione da farsi con largo anticipo e del rischio che il volo venisse cancellato o spostato all’ultimo minuto. In compenso si poteva volare su rotte brevi e medie a prezzi letteralmente simbolici.
Il pilota recitò al microfono il codice di identificazione del volo e chiese la disponibilità all’atterraggio. La torre di Stansfield comunicò visibilità e condizioni meteo e autorizzò il pilota a entrare nel circuito di attesa e gli ripeté la quota alla quale attenersi. Cinque minuti dopo il pilota chiese nuovamente l’autorizzazione all’atterraggio. La torre rispose di rimanere in attesa. Dieci secondi dopo comunicò al pilota di impostare il codice del transponder su 0600 e di dirigere sull’aeroporto militare di Woodward Yard, VOR 116,25 MHz, mantenendo la prua a 310. Si trattava probabilmente, commentò scherzosamente il navigatore, di un aeroporto in erba abbandonato sin dalla Battaglia d’Inghilterra.
"Attenzione per cortesia, è il Capitano Lombardi che vi parla" disse la voce metallica dagli altoparlanti. "Un’ora fa, la compagnia aerea FreshAir è stata dichiarata insolvente. Per questo motivo il nostro apparecchio è appena stato ceduto alla Finesis Spazio, ed è stato inserito nel programma ricerca e sviluppo sulla sicurezza in volo. A causa di questa transazione, la nostra nuova destinazione è l’aeroporto militare di Woodward Yard, dove eseguiremo un test di atterraggio a motori spenti e senza carrello. Gli assistenti di volo sono, quindi, pregati di assicurarsi che i passeggeri rimangano ai propri posti con le cinture allacciate e che indossino cappucci e gilet previsti per il crash test. La Finesis Spazio vi augura un buon volo."
surrealtà, sognato pensato | by miloz | 19:50
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24/06/2004
Non si può andare avanti così!
Non so che dire, come chiamare questa cosa
Ho visto Giorgia, la mia nipote di 3 anni, in immagini d'epoca. In una Varsavia devastata da un malefico 1939, tenuta per mano dalla mamma, camminava tra le macerie nel suo vestitino corto, con le sue scarpette tonde, e guardava in giro senza capire di che gioco si tratasse. Ho visto mia nipote trascinare per braccio il suo fratellino. Sporchi di polvere e fango avanzavano indifferenti, con passetti piccoli, in una pianura chiamata Hiroshima, o Dresda, non mi ricordo. Però mi ricordo di mia nipote, a 4 anni, assistere la madre morente di Aids, e improvvisarsi madre a sua volta per imboccare il fratellino più piccolo. Ho visto mia nipote in braccio alla mamma aspettare pazientemente che i signori soldati le facessero salire sul treno per Birkenau. Ho visto mia nipote a 9 anni a zonzo per le favelas di Rio de Janeiro, ad aspettare che qualche signore le stupri per un paio di dollari, e raccontarmi la sua vita con la saggezza di una donna di 60 anni. Ho visto mia nipote sotto choc portata via in braccio da un uomo dopo essere stata ferita alle gambe in un attacco leggittimo a Baghdad, Sarajevo, Jenin, Kabul, Tel Aviv. Ho visto mia nipote piangere terrorizzata per la sassaiola con la quale hanno celebrato il suo primo giorno di scuola nell'Ulster. Ho visto mia nipote nuda correre tra i soldati con le mani alzate. Malata di colera, attendere che si liberi un posto in obitorio.
Mia nipote ora dorme nella sua stanza. Oggi ha giocato a palla tutto il giorno con le amiche. E' anche caduta, graffiandosi un ginocchio. Ma non è questo il problema.
sognato pensato | by miloz | 03:45
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