[ тринаесТачака ]
Capuccetto rosso s'è mangiata lupo, nonna e cacciatore.

21/04/2008


grazie capa

Saremo la meglio ex-gioventù

La quercia è spesso presa come simbolo di forza, perseveranza e virtù: maestosa nella foresta, sempreverde, con un fusto robusto e la chioma abbondante. Ma se prendiamo una sua ghianda e la piantiamo in un terreno poco generoso, con pochi centimetri di terra, l'albero che ci crescerà sarà basso e contorto, aggrappato con le radici alle rocce, in cerca di equilibrio tra di un pezzettino di terra e una pozza d'acqua. E anche se un giorno per qualche ragione lo trapiantassimo su un terreno fertile e ospitale, l'albero non si raddrizzerebbe. Non riacquisterebbe la sua leggendaria maestosità.
Così sarà la mia generazione, che cresce con l'ostilità esistenziale nel cuore, e che pianta le radici non nella terra fertile, ma nella discarica melmosa del precariato. Ci stiamo adattando e chi non si adatta si estinguerà, nella migliore tradizione darwinista. L'evoluzione lascerà tracce difficilmente correggibili. Penso al fatto che noi, la generazione precaria,  impariamo a vivere con poco, a evitare spese inutili, buona parte di quello che rappresenta la "modernità" è fuori dalla nostra portata, anche ideologica.
Non possiamo avere un mutuo per la casa, ma neppure investiamo in borsa. Contando i soldi in tasca, sviluppiamo una immunità alle inculate bancario-assicurative. Impariamo che la tecnologia è utile se ci si risparmia, e utilizziamo le cose finché funzionano, e forse impareremo a ripararle. Impariamo che anche il nostro tempo libero ha un valore, che non è denaro, e che qualche volta guadagniamo di più se non andiamo a lavorare. Riscopriamo il bello del camminare e andare in bici. Impariamo che non dobbiamo ammalarci perché non possiamo permetterci le cure, quindi pensiamo in anticipo alla salute. Impariamo che spesso non dobbiamo pagare le tasse, perché per quello che guadagniamo ne siamo esenti. Impariamo come cavarcela senza commercialista, avvocato, barbiere, senza televisione, senza stato.
Evolviamo vivendo nello schifo, imparando come non diventare schifo e amando coloro che non sono diventati schifo, e impariamo ciò proprio da quegli schifosi sfruttatori e prepotenti, che sono i nostri migliori maestri per quello che non vogliamo essere, sul come non fare.
Noi veniamo sospinti fuori dal mondo che noi stessi contribuiamo a creare, il capitalismo senza frontiere per il quale non siamo persone ma risorse (da utilizzare fino allo scarto), ma il bello è che esiste un "fuori", ed è proprio qui che si può esistere senza essere schifosi. Ci vivono persone che, anche se qualche volta meschine e puzzolenti, sono solo persone. Non pedine, né maschere, né appendini per bei vestiti, né fiati per belle parole. Sono persone, semplicemente, come me, che pensano, mangiano, cagano, ridono, piangono, si arrabbiano, dormono, fuggono, amano, soffrono, si cercano, perché questo è vita, e non perché così DEVE essere per qualche ragione o motivo.
La figata di tutto questo è che - udite! udite - noi tramanderemo quello che abbiamo imparato ai nostri figli, così come i nostri genitori ci hanno tramandato l'importanza di avere un lavoro e la pancia piena, perché da piccoli hanno provato la fame e da giovani hanno lottato e ottenuto diritti che prima non avevano. Io forse non ho futuro, ma questo schifo sicuramente non ha futuro. E' una questione di evoluzione.

the system, prerivoluzione, dogma 13 | by miloz | 20:50 | commenti (4)

05/03/2008


sì, lo voglio

Ocio al referendum!!!

"Volete Voi che sia abrogata la legge 3 febbraio 1963, n. 69, recante «Ordinamento della professione di giornalista»?"

Siamo tornati per l'ennesima volta al punto... a che serve l'Ordine dei Giornalisti? a che serve il sindacato dei giornalisti? Il secondo, come la maggior parte dei sindacati, vorrebbe tutelare i giornalisti dalla prepotenza di politici, editori, chicche e sia. Da notare che grazie all'energica posizione del maggiore sindacato (praticamente l'unico) dei giornalisti, FNSI, i giornalisti professionisti aspettano da 3 anni il rinnovo del contratto nazionale. Gli editori sono forti, va bene, ma i giornalisti dopo aver scioperato a macchia di leopardo tirato sotto sulla tangenziale da una betoniera si sono rotti le palle e non scioperano più. Tanto, chi ha un contratto nazionale giornalistico sta benissimo... c'ha solo da perdere. Gli altri? Pubblicisti, collaboratori, cococo, cocopro, cocodè (70% dei giornalisti attivi)? I sindacalisti chiedono loro di pazientare... "prendetevela ancora un po' in culo, finché non risolviamo sta storia del contratto dei professionisti, cercate di capire." E sta storia va avanti di anno in anno... anche se omettendo qualche "n" sarebbe più opportuno.
Qualcuno potrebbe dire... "sì, vabbè, ma l'Ordine cosa c'entra?". L'Ordine dei giornalisti non ha mai c'entrato un tubo quando si è trattato dei diritti dei giornalisti e della qualità della professione. Serve praticamente solo a limitare il più possibile l'accesso alla professione... su base unicamente numerica, non di effettiva bravura. In pratica, una professione che tra i propri pilastri fondanti ha la Libertà (con la "L" maiuscola), si trova ad aver a che fare con un'istituzione il cui compito è limitare la libertà di accesso alla professione stessa. Una cosa assurda nel 2008, quando addirittura i blogger "rubano" il lavoro ai giornalisti (che a loro volta rubano le idee ai blogger, e senza virgolette!). Quindi via l'Ordine, e vinca il migliore!

the system, prerivoluzione, il poterazzo | by miloz | 20:21 | commenti (1)

06/06/2007


giochino

Tocca il Papa e scappa 2007

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Un uomo ha scavalcato la transenna durante l'udienza settimanale del Papa e ha cercato di saltare sull'automobile che trasportava Benedetto XVI, ma è stato fermato dalle guardie. Fonti del Vaticano dicono che l'uomo non era armato e non sembrava costituire una minaccia per il Papa, che non si è accorto di quello che stava succedendo dietro di lui.

Ma siamo matti? ma stiamo scherzando?
Sì, siamo matti e stiamo scherzando!!!
Ma sì, perché non ci ho pensato prima!? Se il Papa riesce a portare pace con la sola imposizione della mano, portare guarigione con un tocco, allora se lo tocchiamo noi potrebbe diventare più umano e laico, più terra-terra. E magari un giorno si innamorerà, si sposerà e avrà dei figli suoi, ma suoi suoi. Io glie ne auguro tanti. E magari, se una domenica avrà l'influenza, sua moglie (Benedetta XVI) potrà benedire gli urbi e gli orbi al posto suo.
Ecco quindi l'iniziativa: TOCCA IL PAPA E SCAPPA 2007.
Interessante il tentativo del 27-enne tedesco, ma siccome ha solo sfiorato la Papamobile (e non vale) ed è stato immediatamente preso e saccagnato di botte dagli agenti della sicurezza papale (ora è in ospedale, povero cristo), è meglio precisare che l'obiettivo del gioco è toccare il Papa senza fargli e farsi del male. Quindi letteralmente toccata e fuga ("un, due, tre, Papa" - suggerisce Fede).
L'astuzia sta nel pianificare il tutto, essere dei ninja, dei commandos e seminare vigili urbani, polizia, guardie svizzere, carabinieri, ros, ris, nas, nocs, pacs e dico, trovarsi davanti al Papa, toccarlo e - elemento di difficoltà aggiuntivo - appiccicargli addosso un post-it colorato con scritto "PAPA", e poi ri-seminare dico, pacs, nocs, nas, ris, ros, carabinieri, guardie svizzere, polizia e vigili urbani, e scappare.
Non è necessario preoccuparsi di documentare con foto o video l'impresa. Sono tantissimi gli obiettivi che già inquadrano Benedetto XVI Super Star, che si saprà istantaneamente

the system, prerivoluzione, dogma 13 | by miloz | 16:56 | commenti (2)

14/05/2007


fase 2

E guerra sia, voi cesserete!

Il tempo del dialogo è terminato. Noi attacchiamo. La nuova Torre dei popoli è in costruzione, e a crollare ed essere dispersi per il mondo questa volta sarete voi. Alla vostra prepotente invasione della nostra diversità noi rispondiamo con una offensiva: vi toglieremo l'esclusiva del vostro linguaggio, vi toglieremo la religione e la fede, vi toglieremo le scritture e i riti, vi toglieremo dio e gli uomini. Useremo queste stesse armi contro di voi, fino a quando non avrete perso tutto. Non sarà un conflitto tra laicismo e clericalismo, né tra ateismo e religione. Noi vi combatteremo perché siete bugiardi e meschini, perché sfruttando la debolezza degli altri rubate loro la libertà e imponete le vostre regole fondate su cose che non conoscete. Dio non è sotto il vostro controllo, per quanto disperatamente voi lo crediate, né voi siete suoi messaggeri. Per voi il risveglio sarà una pesante caduta, il crollo del vostro mondo sognato sarà per noi la fine dell'incubo. Chiamateci pure terroristi, le vostre parole già non hanno valore, noi colpiremo forte. E nel lasciarvi solamente la vita saremo spietati, così come compassionevoli nel accogliervi di nuovo tra noi uomini.

prerivoluzione, dogma 13 | by miloz | 02:29 | commenti

21/02/2007


ma dove vivevo fino ad ora?

"Cu'mme!" di Roberto Murolo e Mia Martini

Venite cu'mme! Oggi sono un'isola felice in una redazione in tempesta. Da come ho messo piede questo luogo (per sw: codesto costì) ho visto colleghe e colleghi scaricare fulmini, urlare al vento aggrappati ai computer con le reti strappate, ricevere e dare comandi gridando nelle cornette dei telefoni, correre con dispacci in mano tra la coperta e il ponte di commando. Del resto il capitano ha abbandonato la nave da tempo e i luogotenenti si azzannano per il commando. E l'odore di sangue di una mezza notizia sul governo li eccita come squali.
Oggi sono un pirata sulla sua Tortuga. Mi sono trovato una mia tana, ho di chi fidarmi, pochi dobloni in tasca e un mare, un mondo a mia disposizione. Non c'è bastione che possa minacciarmi, nessun reggimento ne ufficialetto governato dall'ambizione di arrivare. Non gli sarò né avanti né sopra, bensì lì dove meno se lo aspetta. Oggi la tempesta gioca a mio favore, io vi so navigare senza farmi travolgere. Quando sarà avversa, sarò sulla riva a guardare gli altri schiantarsi e imparare da quelli che se la cavano. Vogliono prendermi? Che ci provino, io so che non mi avranno mai!

diversità, prerivoluzione | by miloz | 16:32 | commenti

24/01/2007


space invaders
Non stupitevi se dico che...

Redazione, fine dei lavori. I servizi che abbiamo confenzionato durante il pomeriggio stanno andando in onda. E' il momento chill out: si rimettono a posto le cassette, si controlla la mail, si chiudono i computer e si dà l'ultima occhiata all'Ansa. Ci si prepara per andare via. Suona il telefono. E' una delle prime cose che si impara in una redazione: non rispondere al telefono mentre si va in onda. Mattia risponde.
- Pronto? Sì. Ah... sì.
Lo guardo e vedo il suo sguardo impassibile oscillare tra il serio e il divertito. Poi con la tipica flemma e il massimo distacco di cui un cronista è capace...
- Insomma, le mi sta dicendo che sopra l'ospedale di Cattinara c'è un oggetto volante non identificato a forma di evidenziatore? Sì, le credo, ma da qua non possiamo vederlo, comunque grazie.
Riattacca e comunica a Elisa e me che c'è un Ufo che staziona sopra Cattinara. Le reazioni sono di comprensibile interesse più che di stupore. Lo diciamo in regia, dove ridono e ci mandano a quel paese. Ci vestiamo e andiamo via. Male che vada sono atterrati i Marziani e noi abbiamo preso un buco. Ma del resto chi mai ci crederebbe se dicessimo che un giornalista prende 11,5 euro lordi per servizio televisivo.

manuale di buon giornalismo, prerivoluzione | by miloz | 22:49 | commenti (3)

23/10/2006


racconto
Sull'orlo della libertà

Dominata da enormi interessi economici e dense volontà di prepotenza, ad un certo punto l'esistenza si è ripiegata su se stessa. Dentro di essa la vita, diventata qualcosa di contenuto. Funzionale. Senza la forza di fuggire da quella pesante attrazione dell'involucro. Ma per quanto enormi e potenti fossero questi attrattori, molti sono fuggiti alla loro gravità e anche se non si sono allontanati di molto, girano su orbite sempre più lontane, sempre più ellittiche. Tuttavia per quelli che sono dentro questi non esistono, non possono essere visti. Perché ogni sguardo di chi sta all'interno per quanto acuto e concentrato, sottostà alle leggi interne e viene curvato per poi ricadere sempre all'interno.

E quelli che hanno l'intuizione filosofica e matematica dell'esistenza di un "fuori"? Per quanto possano dimostrare di essere le migliori menti dell'esistente, vengono sempre considerati cervelli lontani dalla realtà delle cose, strani, artisti, folli, matti, e se insistono un po' di più, devianti, provocatori, pervertiti, pericolosi. Ciò non li distoglie dal cercare il varco, sapendo di farlo per loro stessi e i pochi che vogliono ascoltarli. Si augurano per lo meno che nel momento del loro successo (da nulla garantito) altri rimangano caproni come lo sono ora e li seguano in massa, così come ora seguono i loro detrattori.

Circolano voci che alcune persone si siano imbattute in qualche varco. Che abbiano visto "il fuori". Alcuni lo hanno spiegato come una momentanea allucinazione, altri come l'illusione del diavolo, alti ancora come una cosa che non sanno spiegare. Quelli più sinceri hanno ammesso semplicemente di aver avuto paura. Erano lì, confessano, e hanno visto, hanno capito che c'è qualcosa di più. Che facendo un solo passo sarebbero fuggiti a quella gravità nella quale sono cresciuti, che fino a quel momento piegava i loro sguardi. E hanno visto gli altri, lì fuori, che li chiamavano, che si libravano leggeri, sì proprio "fuori", vivi, sorridevano e chiamavano, tendevano le mani. Hanno avuto paura di fare quel passo. Il "fuori" sembrava così grande, e ognuno di loro sembrava lasciato a se stesso. Avevano paura di essere lasciati a se stessi. Paura di quell'immensità, di vedere "l'interno" da fuori e capire che è una briciola, una piccola gabbia.

Hanno scelto di rimanere dentro, ma la loro vita non è più la stessa. Seppur tra mille dubbi e rimpianti, si sono resi conto che per la prima volta nella vita "loro hanno scelto!" Si sono resi conto che non possono più non sapere quello che sanno, che "l'interno" è una piccola parte, c'è molto di più. E hanno capito infine che anche se per paura hanno indietreggiato, in realtà una parte di loro è uscita. La loro mente, il loro pensiero non è più soggetto all'attrazione dell'interno, ma fugge, entra ed esce a piacere. “E solo questione di tempo – sussurrano con occhi brillanti e sorriso sornione – quando avremo una nuova occasione per scegliere di oltrepassare l'orlo.”

diversità, prerivoluzione | by miloz | 03:01 | commenti (1)

11/10/2006

tiny wrong tomorrow
A grandi balzi... in avanti!

Cammino nella mia città... illuminato! da congegni all'infrarosso appiccicati ai muri dei palazzi. Servono a rendermi visibile di notte alle telecamere di sorveglianza, oramai ovunque. Non mi consola sapere che sono "telecamere amiche", come è scritto su alcuni cartelli messi in giro dal comune. Anche il fuoco era "amico" per alcuni poveri diavoli, ma non per questo li ha meno uccisi.
Dieci o venti anni fa le telecamere di sorveglianza per le strade delle città erano sinonimo di fascismo, ed erano presenti solo in alcuni film, libri o fumetti che rappresentavano una distopia fantascientifica. Così come i ghetti o i campi di concentramento per i "diversi" (immigrati, neri, omosessuali, mussulmani, malati psichici,...). Oggi a 30 km dalla mia città c'è un lager per immigrati (per lo più neri mussulmani). A Padova è stato istituito un getto per immigrati, tre palazzine, centinaia di persone con famiglia, muri di lamiera di 3 metri, posti di blocco della polizia, per isolare "alcuni spacciatori di droga". E alcuni politici e psichiatri in Italia stanno già discutendo di ripristinare la segregazione per i malati mentali nei manicomi... ovviamente "per il loro bene".
Non credo ancora di vivere in un regime fascista. Mancano, infatti, gli altoparlanti per le strade che trasmettono l'inno nazionale, il rosario, o che ci informano che il razionamento della carne è esteso alla farina, e che è in vigore il coprifuoco (chi sarà sorpreso senza permesso verrà...). Lo chiamerei piuttosto un regime auto-fascista, termine nel quale la parte "auto-" ha la stessa valenza come nella parola "auto-gestione". Per dire che il fascismo nel quale viviamo è inflitto e determinato dallo stesso individuo che lo subisce.
Cosa volete che me ne freghi, allora, della improbabile bomba nucleare nord coreana? Non è forse la conseguenza logica dell'auto-fascismo della nostra vita quotidiana? Tanto so che, se il palloncino scoppia, l'onore first strike sarà lasciato alla grande superpotenza più democratica e bella e amata e amica e nobile e saggia e armata e nucleare... come solo gli Usa sanno essere... nei film di Schwarzenegger.
Happy end a tutti!

prerivoluzione | by miloz | 21:20 | commenti

23/08/2006

the return
Prerivoluzione vs normalità

Mi si accusa qualche volta di essere un rivoluzionario. Accusa! Molto più spesso vengo definito come utopista. Questo lo considero un complimento, come quando mi si dice che non sono normale. Mi guardo in giro e vedo ovunque la normalità del realismo. Quello pacato. Che parla con occhi socchiusi e voce profonda. Muovendo la testa con un tremolio quasi impercettibile... sì, quello che significa "le cose stanno così, bisogna accettarle, non c'è altra soluzione."
Stronzate.
Questa si chiama irresponsabilità!
Le cose stanno come le mettiamo/costruiamo. Ma non per il realista della situazione, che assume un atteggiamento da osservatore al di sopra degli eventi, nella speranza/convinzione di non esserne coinvolto. Nel dubbio, si porta sempre un male minore di scorta e considera utopistica ogni ipotesi di bene. Perché è difficile agire, è rischioso, c'è pericolo di cambiare qualcosa! E' più facile considerarsi sopra le cose, ma tenendo un profilo basso e sperando per il meglio.
Questo è l'atteggiamento normale necessario per vivere nella realtà.
Quindi, io che voglio vivere per le mie utopie e costruire utopie per la mia vita, non ho intenzione di essere normale! Tanto meno reale! Non mi và. "Te sei un po' matto a pensarla così!" Yes, I am... non mi resta altro, finché saranno i realisti a dettare i parametri di normalità.

prerivoluzione | by miloz | 20:29 | commenti (1)

06/05/2006

poi non mi si dica che non l'avevo detto
Quindi, è un mondo di merda

Le cose andrebbero così, secondo i "realisti". Per farti spazio nella vita devi leccare il culo a persone che contano, chinarti un pochino, ma non troppo altrimenti ti inchiappettano a raffica anche quelli del tuo grado. Certo, capita che si debba ingoiare lo stronzo, ma se lecchi il culo alle persone giuste con un po' di furbizia e costanza il tuo prezzo aumenterà, fino a quando non sarai tu uno a cui gli altri leccheranno il culo. E allora, solo allora, sarai una persona di successo, con il sapore di merda in bocca e un lieve bruciore rettale. Se il gioco vale la candela, mettiamoci in fila, di culi e di merda non ne mancano.

prerivoluzione | by miloz | 12:11 | commenti (4)

17/03/2006

e mò so' cazzi
...di nuovo barricate a Parigi

Questa Europa unita nasce male! Tra politiche che favoriscono lo sfruttamento e il 'dumping' del lavoro, che disumanizzano l'immigrazione, accordi di potere con Usa, Cina e Russia su armi e fonti energetiche, orecchie da mercante su comportamenti colonialisti dei membri UE in Africa. L'Europa si vuole dare un volto sociale, ma è una sottile pellicola che copre le fauci di un mostro che continua a masticare persone e popolazioni deboli per nutrire aziende e persone potenti. All'interno e all'esterno dei propri confini. Ed è il riacutizzarsi di quell'IMPERIALISMO europeo che nella storia ha sempre creato disastri, a cominciare dall'Europa stessa.
E' già la seconda volta quest'anno (e siamo solo a marzo) che la Francia brucia dentro. Prima per questioni d'immigrazione e integrazione, ora per il lavoro e lo studio. Problemi e sentimenti abbastanza diffusi anche in altri paesi dell'UE. E quando in Francia si erigono barricate o quando in Germania si inizia a marciare per le strade sono cazzi! Bisogna abbattere l'Europa marcia prima che ci costringa di nuovo ad ammazzarci gli uni con gli altri.

>>> aggiornamenti da Parigi su paris.indymedia.org

the system, prerivoluzione | by miloz | 13:47 | commenti (4)

23/02/2006

IMMIGRAZIONE: LEGACOOP, NO GLOBAL
CI IMPEDISCONO DI LAVORARE
(ANSA) - TRIESTE, 23 FEB - Critiche all'opposizione dei no global all'apertura del Centro di permanenza temporanea di Gradisca d'Isonzo (Gorizia), che impedisce di fatto ad una cooperativa sociale che ha vinto l'appalto per la gestione della struttura di assumere il proprio incarico, e' stata espressa in una nota dalla Lega delle cooperative e dall'Agci nazionale (associazione generale delle cooperative italiane).
"Il diritto al lavoro e' un'esigenza riconosciuta costituzionalmente" - si legge nella nota - ed "e' dunque condannabile che i cosiddetti no-global impediscano ai soci di una cooperativa di Savogna d'Isonzo in Provincia di Gorizia, operante nel sociale, di potere esercitare il proprio lavoro, e cio' solo in nome del fatto che tale cooperativa abbia vinto un appalto per la gestione di un Centro di permanenza temporanea, ideologicamente avversato da questi contestatori."


Sia, quanto segue, una semplice analogia, non un confronto diretto tra situazioni. I lager tedeschi, il concentramento e lo sterminio di rom, ebrei, omosessuali, disabili, ecc. era regolato da precise ed esplicite LEGGI DELLO STATO, che dovevano essere rispettate non solo da ogni cittadino, ma da ogni tedesco del pianeta. Nel 2006, vogliamo ancora nasconderci dietro gli "io ho rispettato le leggi", "ho solo eseguito gli ordini" o dietro i "mors tua vita mea"?
Se una legge o una pratica è giudicata dall'individuo tanto abominevole e disumana, è un suo obbligo morale, etico, politico non rispettarla. Se così non è, lo deve dire esplicitamente. Su questioni di diritto umano, di liberà e di vita, bisogna prendere posizioni esplicite, poi si può discutere. La zona grigia non è ammessa.

the system, prerivoluzione, palude mentale | by miloz | 22:39 | commenti (1)

21/09/2005

indymedia
NESTLE’ UCCIDE, COCA COLA REPRIME ANCORA IN COLOMBIA

Non si ferma la violenza nei confronti del sindacalismo e del Sinaltrainal. Il 9 settembre 2005 LUCIANO ENRIQUE ROMERO MOLINA, dirigente del SINALTRAINAL, è stato assassinato a Valledupar (Cesar). Il suo corpo è stato ritrovato legato, torturato e con 40 coltellate Aveva lavorato 20 anni per la NESTLÉ-Cicolac di Valledupar, dove era stato licenziato il 22 ottobre 2002. [continua - http://italy.indymedia.org/news/2005/09/878248.php ]
Boicottiamo COCACOLA e NESTLE': per ogni lattina bevuta, per ogni tazza di nesquick, per ogni gelato ci sono operaie e operai sfruttati e magari uccisi. Bisogna far ricadere questi costi sulle aziende finché le condizioni di lavoro non raggiungeranno un livelo degno di un essere umano.

the system, prerivoluzione | by miloz | 15:53 | commenti

26/08/2005

makké... sto mmmbbuto!?
C'ho un cigolio mentale dietro le orbite

Oggi c'avevo proprio voglia di leggere uno o più giornali, per aggiornarmi su quello che succede nel Bel paese, visto che in genere mi interesso del resto del mondo. Bene, trovandomi a trottellerare in treno tra Trieste e Gorizia mi sono letto il manifesto, ascoltato la rassegna stampa di RadioPop. A Gorizia ho letto Piccolo, MesVen e Corsera accompagnati da un latte macchiato con brioche. Conclusione: tra magna magna, condoni e "questioni morali" i rappresentanti del poterazzo ci prendono per cretini, oramai in maniera spudorata. Evito tutta una serie di domande retoriche tipo "Ma ti pare possibile che..." e arrivo subito alla risposta retorica: non crediate che io accetti di essere pazzo solo perché voi siete più numerosi.

prerivoluzione, surrealtà, il poterazzo | by miloz | 20:56 | commenti (2)

28/04/2005

non mi avrete, mai!!!
Io non mollerò, sarò giornalista

Un troll da 20 quintali, che fa rombare con due enormi clave una grancassa di pelle di mamuth, booooom!... booooom!... booooom!... accompagnando la marcia lenta e pesante. E trascina, legate alle caviglie, dei lunghi campanacci fatti di elmi e teschi. Così mi sento ora. Non mi farò fermare così facilmente.
Ho un mio percorso personale, etico e professionale. Ho delle cose che voglio fare. Delle piccole frecce, per quanto numerose o avvelenate, che mi vengono scagliate contro non hanno la capacità di trapassare la mia pelle. Forza, provateci, infierite! Io passero!!!
E una volta passato non perderò tempo a schiacciare il vostro cranio, perché non vorrò sporcarmi le palme dei piedi. Vi lascierò, nanerottoli morali, nel vostro viscidume a guardare le mie spalle allontanarsi, mentre cercherete di ridare ai sassi la loro originaria forma di bastione.
Se il mondo è una merda, è colpa vostra. Io sono migliore perché non penso come voi, perché non faccio come voi, perché non mento come voi. Perché dovrei mollare io? Per questo, per colpa vostra, io rimango. Andatevene voi, se non vi va bene! Volete la guerra? i miei tamburi già tuonano.

diversità, manuale di buon giornalismo, the system, prerivoluzione | by miloz | 21:07 | commenti (7)

22/04/2005

Annuntio vobis gaudium magnum
Habemus Radio! [link]
-click destro & 'salva oggetto con nome...'-

Non ce la farai mai, ma perché lo fai, e se poi ti beccano, è un casino, costa troppo, è troppo complicato, è illegale, non si può, bla bla bla e ancora bla! Alla faccia (e al culo) di tutti i pre-detrattori, radio pianerottolo ha emesso il suo primo vagito nell’etere, sulle note della Primavera di Vivaldi, nella notte del 20 aprile. E’ ariete per poche ore. L’avrei preferita toro, come me, ma il desiderio di captarla nascere è stato troppo forte.
Ci sono ancora alcuni problemini tecnici, ma nulla che non si possa smussare smanettandoci un po’: il grosso è fatto. C’è un fastidioso brusio di fondo, credo originato nella sezione di modulazione. Forse è anche un problema di alimentazione visto che uso un adattatore di rete, mentre il circuito prevede una batteria da 12v. O forse è dato dalla penetrazione del segnale RF nei cavi dell’ingresso audio, dato che non ho i cavi audio schermati. Comunque, non bastano questi pochi problemi a fermare l’inesorabile movimento diagonal-trasversale, ondulatorio e a tratti ritmico-circolare della pre-rivoluzione. È solo una questione di spazio-tempo.
Altra questione: centro ‘sociale’ occupato - Trieste Global Espo’ (Esposizione globale del precariato occupante). Ho passato un paio di belle serate in questa nuova e tanto attesa creazione, approntata martedì scorso, con efficacia degna di nota, da alcune associazioni e gruppi antirazziste e antiproibizioniste dell’area disobbediente. Finalmente (anche se sono un po’ diffidente verso i disobb.). Purtroppo mi sono perso tutte le conferenze, ma di sera c’è musica (belli gli UJAMAA di ieri), dj set, proiezioni di film e video, bancarelle informative e angolini contro-informativi. Domenica finisce. Vabbé che è una TAZ, ma così temporanea è un po’ peccato. Spero che si continui presto in altri luoghi, Trieste ne ha bisogno.

prerivoluzione, onde buone | by miloz | 16:33 | commenti (3)

07/03/2005

voci dalbbasso!!!
Controinformazione e 'merdattivismo'

...overo, come dare utilità e dignità alle cacche di cane, visto che ci sono e tante. Grazie all'aiuto del mio mitio amio SW è partita questa campagna che vede gli stronzetti di cane ('stronzoli di ane') trasformati in veri e propri strumenti ideologici, in manifestanti con tanto di cartello con lo slogan. Gli obiettivi sono molteplici:
a) segnalare la presenza di un malcontento viscerale su alcune questioni presso alcuni gruppi sociali (cmq. le cacche sono dei cani (anche se certe volte sembrano di bufali afghani!!!));
b) segnalare la presenza della cacca stessa, per quelli che dovrebbero pulire dietro il proprio cane, per quelli che dovrebbero pulire le strade e per quelli che rischiano di calpestare questo maleodorante Prodotto Interno Lordo;
c) costringere le persone a fermarsi e ad inchinarsi di fronte a una merda (per leggere cosa c'è scritto);
d) costringere le forze dell'ordine a intervenire perché un gruppo di stronzi partecipa a una manifestazione non autorizzata;
e) educare le persone a non calpestare l'altrui diritto alla libera manifestazione del pensiero, anche se è una merda;
f) mostrare com'è facile esprimersi dal basso, in modo legale, creativo, prendendo per il culo tutto e tutti, se stessi in primis;
g) dare dignità alla cacca che abita le nostre strade, non considerata da alcuno se non, paradossalmente, da quelli distratti, che la calpestano e la mandano da dov'è venuta (in culo);
h) abbattere il sistema!
Nonostante i diritti di un nostro 'manifestante' sono già stati calpestati (vedasi il post di SW), invitiamo tutti a partecipare a questa 'azione diretta' e marcare con piccoli cartelloni (stuzzicadente+pezzetto di carta+scotch) gli stronzetti che incrociate per le strade. In mancanza di merde di cane potete fornire di persona la materia prima, anche se ve lo sconsiglio per ovvi motivi logistici (...e mica dobbiamo fare tutto noi!?).

prerivoluzione | by miloz | 19:45 | commenti (5)

22/12/2004

Libri, RfTx: work in PREgress
Sto sublimando di brutto! (i.e. non avrò mica bisogno di una donna?)

Il primo passo è fatto: ho ordinato un minitrasmettitore FM, da montare (sarà da ridere!). La straordinaria potenza, 300miliWatt, indirizza il nome della "preemittente" verso una roba del tipo "radio pianerottolo". Poi, ho stralciato il primo pre-manifesto: troppo ufficiale per qualcosa che di ufficiale non vuole avere nulla.
Altra questione. Ho divorato il libro di Benni, L’ultima lacrima. Bello! Una serie di piccoli racconti che, dopo le viscere trascinanti di Holoway, andavano via come piume. Ho deciso di sabotare la filiera del potere editoriale liberando questo libro (www.bookcrossing.com), perché almeno qualcuno lo possa leggere ‘a gratis’. Mi sono già tuffato su TERRA!, suggeritomi da alcune/i e prestatomi da Damiana in cambio di un Fahrenheit di Bradbury.
E’ un periodo strano questo, per me. Non sento il peso del Natale/Capodanno, ed è un bene! Ho tante idee e velleità che trascino avanti piano piano (blog, pdfanzine, disegno, radio, libri). Ma credo che mi stiano distraendo da cose che in qualche modo dovrei (?) considerare più importanti... sciocchezze come lavoro... vita sentimentale... il mio "futuro"... Sento che c’è qualcosa che non c’è! (minkia, che sensitivo che sono...)

prerivoluzione, visto letto sentito | by miloz | 19:49 | commenti

13/12/2004

preparativi preelettronici
Mumble mumble mumble

Il mio collega Marco mi ha imprestato alcuni libri di elettronica, tra cui uno base base... tipo ""4 dummies" 4 very dummies". E ho capito una cosa. Comporre circuiti elettronici è come programmare un software. Ogni componente fa qualcosa di ben preciso, richiede di stare entro certi parametri, produce cambiamenti ben determinati. E' un diagramma di flusso fatto di materia. Ora... io sono una nullità nel programmare software... di livello "Hello, Worl!" (sbaglio anche a scrivere World"). I diagrammi di flusso credevo fossero i dialoghi dei fumetti. I lunguagghi fi profgrammachione mi impaftnano va vingua! Figuramoci se riuscirò a saldare un misero circuito senza bruciare casa, o mescolare le componenti! Ha! Ma io ci provo, che me frega!!!
Secondo punto. Pure il sistema mi ci si vi è messo contro! (Bella scoperta...) non esiste più un kit per le radio fm sulla facciona dell'italica Penisola. Bisogna per forza autocostruirsele partendo da schemi elettronici in fomato "papiro dell'antica Babilonia" raccattati su internette. O spendere centinAIA di euri per compare tutta la roba pronta (escluso!). Vabbé, proveremo a fare anche questa!

prerivoluzione | by miloz | 14:40 | commenti (4)

09/12/2004

AAA microradio
Cercasi prerivoluzionari smanettoni in elettronica

In progress: ho registrato il pre-manifesto della radio senza nome (tra poco scaricabile su questo blog), sto preparanto alcuni testi e proclami prerivoluzionari, la parte hardware è ancora in fase "willware", sto raccogliendo manuali di elettronica base... ma non base... de più! Un giorno capirò anch'io la differenza tra un transistor e un condensatore! Viva la resistenza (ohm)!!!. Giusto per essere chiari, parlo di prerivoluzione perché è la fase più divertente, dove le cose importanti stanno e devono ancora accadere. ;-) La rivoluzione è oramai un concetto palloso, pantofolato, autosufficiente, sarà un programma di Italia 1, quindi la rivoluzione, se ci sarà, sarà frivola... una frivoluzione! Amenoché... non si faccia la rivoluzione della rivoluzione, della rivoluzione della rivoluzione della rivoluzione. I cui momenti più divertenti saranno quelli pre-. Insomma, un'altro mondo è possibile, poi un'altro ancora!

prerivoluzione | by miloz | 20:50 | commenti (3)

04/12/2004

tenetevi forte: questa è grossa!
Voglio fare una stazione radio

Proprio così, una radio, non una trasmissione radio... una radio intera! E' un desiderio che mi trascino dietro da almeno 6 anni. Già percepisco i pensieri dei miei lettori: ehhh, ci vogliono i soldi, la concessione governativa, la frequenza (e sono tutte piene), carte, burocrazia... 'gna fa'!!!
Sapete che vi dico? Non me ne frega niente dei soldi, nè di frequenze e concessioni. Sarà una microradio clandestina (ma non pirata) tenuta su con il nastro adesivo. Ho qualcosa da dire, e voglio farlo con i proprio mezzi. Non a tutti i costi, ma a bassissimi costi:
- costruzione con materiali di fortuna, trasmittente a bassa potenza e antenna autocostruiti (già sto studiando), cavi, mixer, amplificatore, mangianastro, microfono, lettore cd, e computer da riciclo e comunque tendente a costo zero.
- nessuna concessione perché non si andrà olte la via, o al massimo quartiere, sfruttando le zone d'ombra dove qualche emittente (commerciale o straniera) non si sente, così le frego la frequenza, ma non le disturbo il segnale (perché lì non arriva).
Ora sto cercando un gruppetto di persone che voglia intraprendere questa avventura, perché da soli ci si stanca, ci si distrae da altri velleitarismi e ci si rompe i coglioni. Forza gente, riappropriamoci dei mezzi di comunicazione! Viva la prerivoluzione!

prerivoluzione | by miloz | 20:40 | commenti (5)

11/05/2004

tredici(S)punti
Promemoria per la Rivoluzione [2]

- Il LINGUAGGIO politico del potere ha una sola parola: "BLA".
- Il DISCORSO politico è il ripetere ossessivo dell'unica parola "bla".
- Il CREDO politico è l'immaginarsi che il discorso esista, l'assegnazione compulsiva di senso alla serie di "bla".
- Il FARE politico (postmoderno?) è il "dire di fare", il "dire di stare facendo", il "dire di aver fatto". I riscontri con la realtà non sono necessari: la REALTA' politica è quello che la gente sarà portata a credere.
- Votare per o contro qualcuno produce la medesima cosa: la legittimazione del vincitore (chiunque esso sia).

prerivoluzione | by miloz | 20:58 | commenti

30/04/2004

tredici(S)punti
Promemoria per la Rivoluzione

- la cieca fedeltà all'IDEA è la più grande reazione.
- la verità è il principio fondamentale per ogni cambiamento che punta al bene sociale.
- la propaganda è un mezzo di diffusione di bugie, quindi non può essere funzionale alla rivoluzione.
- contrapporre ad una comunicazione "dall'alto" una comunicazione "dal basso" rischia di mantenere inalterate le strutture di potere che determinano "l'alto" e "il basso". E' meglio parlare di comunicazione "orizzontale" e "paritaria".
- il potere è anti-rivoluzionario per definizione.

prerivoluzione | by miloz | 15:52 | commenti


[tredicipunti]'s
l'ozio di
[.............]


Attenzione, questo blog sembra.