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19/05/2008
sicurezza, sicurezza, primavera di bellezza!!!
Repubblica.it - ieri Spagna di nuovo all'attacco
"Italia criminalizza i diversi" Le politiche sull'immigrazione del governo italiano "pongono l'accento più sulla discriminazione del diverso che sulla gestione del fenomeno" e "intendono criminalizzare il diverso". Lo afferma il ministro del Lavoro e dell'Immigrazione spagnolo, Celestino Corbacho.
Corriere.it - oggi Caso Rom, la Ue convoca un dibattito straordinario L'Europarlamento approva una mozione del Pse sulla politica dell'Italia nei confronti dei nomadi
[ ...e meno male che almeno in Europa qualcuno alza la voce... ]
Reuters Italia - oggi Sicurezza, Frattini: da Spagna basta invasioni di campo
"Non sono accettabili le dichiarazioni di ministri che interferiscono con l'attività di un governo eletto dai cittadini italiani, tra l'altro, in materia di immigrazione per la quale occorre una cooperazione strettissima tra Spagna e Italia."
[ ...certo, certo. Gli albanesi del Kosovo erano un problema interno della Serbia, i ceceni sono un problema interno della Russia, il Darfour è un problema interno del Sudan, i tibetani sono un problema interno della Cina, i curdi sono un problema interno della Turchia, i desaparesidos erano un problema interno del Chile, gli ebrei erano un problema interno dei nazisti, i cambogiani erano un problema interno dei khmer(d) rossi... vado avanti??? ...ma sì, la 'munnezza è un problema interno di Napoli, e la Sicilia è un problema interno della mafia. E il cervello di Frattini è un problema interno del vuoto. ]
corriere.it - oggi Madrid accusa: «Italia xenofoba»
La vice di Zapatero attacca il governo Berlusconi sull'immigrazione
"El Gobierno rechaza la violencia, el racismo y la xenofobia y, por tanto, no puede compartir lo que está sucediendo en Italia" (www.elmundo.es)
Italian police are being forced to protect Roma Gypsies who have come under attack from local residents in Naples two nights running (news.bbc.co.uk)
Restano le altre misure anti immigrazione, a cominciare dai commissari per l'emergenza rom. Dopo quello di Milano, ce ne saranno altri anche a Roma e Napoli, Torino si è messa in lista. È certa, per gli extracomunitari, la stretta sui visti d'ingresso turistici oltre i tre mesi, sui ricongiungimenti familiari (ma senza l'esame del Dna), sui Cpt in cui la permanenza passerà dagli attuali due a sei mesi. (www.repubblica.it)
[ Semplicemente non riesco a sopportare che questo stia succedendo nel paese in cui vivo! ]
đurđevdan je I soliti sospetti, i soliti colpevoli, i soliti razzisti
Leggo le notizie e mi viene da piangere. Persone vengono uccise a lavoro. E niente. Persone vengono uccise in ospedale. E niente. Persone vengono truffate e derubate da "imprenditori". E niente. Violentate da preti e uccise dai familiari. E niente. Da mafia, camorra, ecc. E niente.
Niente fino a quando non si tirano in ballo, nuovamente, i Rom. Allora il "e niente" salta la barricata. Si lanciano bottiglie molotov tra le roulotte. E niente. Sospetti nomadi vengono sprangati, linciati. E niente. Insediamenti vengono demoliti con le ruspe come se ci vivessero scarafaggi e non persone. E niente. Intere comunità vengono cacciate. E niente. Vengono colpiti tutti, colpevoli e non. E niente. E i bambini? non avranno qualche diritto, uno sconto almeno!? E niente. E niente, nel nostro democratico paese: un gigante impaurito che nel dubbio mena i deboli e fa finta di non vedere i prepotenti.
La bella notizia arriva dall'estero. Oltre l'Adriatico, nella balcanica Croazia, i Rom croati, durante la propria festa più importante Đurđevdan (Giorno di S. Giorgio), hanno eletto la loro ragazza più bella. Porta nome e cognome italiano, Đulija Januzi (Giulia Ianuzzi), è di Dignano d'Istria ed è veramente splendida. E' stata eletta da una giuria internazionale composta da artisti, giornalisti, musicisti, rappresentanti delle minoranze, presieduta proprio dal parlamentare della minoranza italiana. Alla festa c'erano anche il parlamentare della minoranza rom (che rappresenta anche altre piccole minoranze in Croazia), il presidente della regione, sindaci, amministratori, politici locali, ecc. Sì avete sentito bene, un parlamentare rom.
"Volete Voi che sia abrogata la legge 3 febbraio 1963, n. 69, recante «Ordinamento della professione di giornalista»?"
Siamo tornati per l'ennesima volta al punto... a che serve l'Ordine dei Giornalisti? a che serve il sindacato dei giornalisti? Il secondo, come la maggior parte dei sindacati, vorrebbe tutelare i giornalisti dalla prepotenza di politici, editori, chicche e sia. Da notare che grazie all'energica posizione del maggiore sindacato (praticamente l'unico) dei giornalisti, FNSI, i giornalisti professionisti aspettano da 3 anni il rinnovo del contratto nazionale. Gli editori sono forti, va bene, ma i giornalisti dopo aver scioperato a macchia di leopardo tirato sotto sulla tangenziale da una betoniera si sono rotti le palle e non scioperano più. Tanto, chi ha un contratto nazionale giornalistico sta benissimo... c'ha solo da perdere. Gli altri? Pubblicisti, collaboratori, cococo, cocopro, cocodè (70% dei giornalisti attivi)? I sindacalisti chiedono loro di pazientare... "prendetevela ancora un po' in culo, finché non risolviamo sta storia del contratto dei professionisti, cercate di capire." E sta storia va avanti di anno in anno... anche se omettendo qualche "n" sarebbe più opportuno.
Qualcuno potrebbe dire... "sì, vabbè, ma l'Ordine cosa c'entra?". L'Ordine dei giornalisti non ha mai c'entrato un tubo quando si è trattato dei diritti dei giornalisti e della qualità della professione. Serve praticamente solo a limitare il più possibile l'accesso alla professione... su base unicamente numerica, non di effettiva bravura. In pratica, una professione che tra i propri pilastri fondanti ha la Libertà (con la "L" maiuscola), si trova ad aver a che fare con un'istituzione il cui compito è limitare la libertà di accesso alla professione stessa. Una cosa assurda nel 2008, quando addirittura i blogger "rubano" il lavoro ai giornalisti (che a loro volta rubano le idee ai blogger, e senza virgolette!). Quindi via l'Ordine, e vinca il migliore!
ecclesiae ordo Santi Patroni, di mare, di terra, di aria!
L'inizio della tribolazione per il gregge raccolto nel sudore della navata principale è stato dato dal suono della campana. Le pecorelle scattarono sugli attenti, il portone e porte laterali della chiesa si chiusero dietro i due agenti della municipale e quattro i carabinieri preposti al presidio delle entrate, e dall'alto esplosero il suono dell'organo e l'urlo del coro, probabilmente ispirati a un film di Dario Argento.
Dalla porta sotto la campana uscì la carovana armata di croci maneggiate come alabarde e, ostentando il libro sacro come se stesse penetrando in un'orda di vampiri, si fece strada usando le 25 cassette per le offerte come stazioni. In prima fila 9 chierichetti tra 6 e 30 anni, carne da cannone, seguiti da 2 diaconi (graduati di truppa) a loro volta seguiti dagli ufficiali: 11 preti tra 34 e 78 anni.
Fatto il giro della chiesta, la carovana raggiunse l'altare dove assunse la disposizione tattica a difesa del santo marmo dorato. In aiuto del presidio le autorità civili e militari presenti avevano già inviato altri 2 agenti municipali e 2 carabinieri con sciabola, posizionati in coppie miste davanti all'altare, sotto le statue di Gesù e Maria, pronti a falciare ogni dissidio.
A officiare il rito il prete più giovane, corvino con monociglione, assistito da altri due sottoposti in pesante tunica dorata. Dismesso per l'occasione il gracchiare da fascista, che lo distingue nei momenti di vita civile e politica della città, con voce da eunuco, silenziato il canto horror, diede il benvenuto ai fratelli e alle sorelle. Era l'inizio del rito, che però assomigliava a un processo la cui sentenza era già scritta. Si concluse come al solito con il brindisi fatto dai potenti con il sangue del condannato e la collettiva orgia cannibale, senza che, anche questa volta, né Maria né Gesù potessero obbiettare in alcun modo.
il signore dei paraculi NewsLine - Ddl Mastella: informare è reato? [...] Il ddl Mastella propone di dire no, di stoppare ogni tipo di pubblicazione delle intercettazioni telefoniche (in cui spesso sicuramente si eccede; ma ciò è un altro problema: quello di un apparato giudiziario certamente da ristrutturare) e di proibire di mettere nero su bianco qualunque tipo di indagine fino al secondo grado di giudizio, con relativa censura riguardante la pubblicazione di verbali d’interrogatorio, ordinanze di custodia cautelare (altro strumento di cui si fa un uso troppo disinvolto e che - questo sì - andrebbe fatto oggetto di urgente attenzione parlamentare), verbali di perquisizione e di sequestro. Tutto questo per non infangare il buon nome degli indagati. Tutto quadra: politici e personaggi esposti in generale potrebbero anche commettere reati, ma il loro nome non dovrà comparire sulle pagine dei giornali. [continua]
"MILANO (Reuters) - I giudici della terza sezione della Corte d'Appello di Milano hanno condannato l'ex deputato di Forza Italia Cesare Previti a un anno e sei mesi di reclusione nel processo d'appello bis per la vicenda del cosiddetto Lodo Mondadori, pena in continuazione con la condanna a sei anni nel processo Imi-Sir."
Ricapitolando: 6 anni di carcere + 1,5 anni di carcere = 4,5 anni di lavori socialmente utili.
Al termine dei quali Previti sarà probabilmente premiato come benefattore e cavaliere del lavoro. Se invece cambia il governo, gli si potrebbe condonare anche qualche annetto per farlo rientrare nella 'condizionale', reintegrarlo nel parlamento, magari farlo ministro della giustizia. Tanto i giudici li sa gestire molto bene. Del resto, di chi è colpa se la sinistra cade o si mette a fare inciuci con la destra? Ovviamente dell'elettore di sinistra che non ha votato abbastanza forte, che pretendeva dal governo il rispetto delle promesse elettorali, e si metteva in testa strane idee, come per esempio "rispettare le leggi" o che "la legge e uguale per tutti". Assurdità inaudite!
il coccodrillo come fa? Era solo questione di tempo
Procura di Genova in lutto per l’improvvisa scomparsa, all’età di soli 5 anni, di Gutturnio e Colli Piacentini, le due bottiglie molotov diventate note negli ultimi anni per la loro vita travagliata. Date alla luce a Genova il 21 luglio del 2001, negli uffici della Questura, vennero abbandonate dai genitori la notte stessa in una palestra nella quale dormivano alcuni ragazzi, sfiniti da una manifestazione. La stessa notte le due sorelline vennero indicate come bombe incendiarie, prove schiaccianti contro quelli stessi ragazzi della palestra, che vennero per ciò picchiati e fermati dalla polizia (o fermati e picchiati... ah, ecco... picchiati, fermati e ripicchiati).
Ma le due bottiglie erano innocenti. Non solo per il loro aspetto (molotov in bottiglie di vino da 1,5 litri!?!?), ma soprattutto perché i veri genitori erano stati ripresi con telecamere e microfono mentre abbandonavano le loro creature. Schiaffate in prima pagina dagli uni, ignorate da altri, Gutturnio e Colli Piacentini vennero rinchiuse negli uffici della Polizia scientifica di Genova, il 7 maggio 2002, per diventare la prova schiacciante nel processo contro i genitori naturali, che nonostante le immagini e la voce non vennero mai identificati.
Un’agonia durata 5 anni e mezzo, nei quali diverse persone hanno cercato di imbastire un processo per ottenere giustizia, alcuni avvocati hanno disperatamente cercato di vederle. Poi l’improvvisa notizia che le due sorelline sono venute meno. Gutturnio e colli Piacentini lasciano la loro madre adottiva, signora Giustizia, e 93 fratellastri e sorellastre.
10.000 uomini, chiamati a rapporto da tutta Italia, tra polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco e corpo forestale. Cecchini a scrutare dai tetti, aerei Nato AWACS e sistemi anti-aereo a sorvegliare i cieli e servizi di intelligence in filo diretto con l'Italia. Agenti anche sugli sci!
"Sorveglieremo cielo, mare, terra, laghi, fiumi, tutto" - dice il prefetto Goffredo Sottile, che ieri ha pranzato con il direttore dell'Fbi Robert S . Mueller in una sala della Prefettura - "Abbiamo organismi (di intelligence) di altri paesi venuti in Italia. Abbiamo una forte capacità di intervento. Tutte le situazioni di rischio che potranno verificarsi sono state previste. Saremo in grado di contenere eventuali manifestazioni di dissenso."
Che è, un'altro G8? Un World Economic Forum?
No!
Le Olimpiadi.
makké... sto mmmbbuto!? C'ho un cigolio mentale dietro le orbite
Oggi c'avevo proprio voglia di leggere uno o più giornali, per aggiornarmi su quello che succede nel Bel paese, visto che in genere mi interesso del resto del mondo. Bene, trovandomi a trottellerare in treno tra Trieste e Gorizia mi sono letto il manifesto, ascoltato la rassegna stampa di RadioPop. A Gorizia ho letto Piccolo, MesVen e Corsera accompagnati da un latte macchiato con brioche. Conclusione: tra magna magna, condoni e "questioni morali" i rappresentanti del poterazzo ci prendono per cretini, oramai in maniera spudorata. Evito tutta una serie di domande retoriche tipo "Ma ti pare possibile che..." e arrivo subito alla risposta retorica: non crediate che io accetti di essere pazzo solo perché voi siete più numerosi.
pasqua di insurrezione Psicotopia in aetere stat [link]
Ieri. Il potere è come una treccia celtica: si annoda, gira attorno a se stessa, c'incrocia, si nasconde e riemerge, ma va sempre avanti uguale a se stessa. Una nuova Spa nata sulle ceneri di un ente pubblico si trova comunque diretta da presidenti dell'assindustria, del confcommercio, dell'ente, della fondazione, vicepresidenti di questo e quello, illustri avvocati, notai ed esponenti politici di spicco.
Oggi. Una rappresentazione di 'umiltà' che in realtà è una affermazione rimarcata di potere. Devo seguire la cerimonia del 'lavaggio dei piedi'. Così come (si narra) Cristo aveva lavato i piedi ai suoi apostoli per poi lasciarsi crocefiggere, stasera il vescovo laverà i piedi ai suoi sottoposti, per sedersi nuovamente sul suo trono eclesiastico. Agnelli scappate! In nome del dio morto e risorto, voi morirete e verrete divorati dai suoi fedeli!
l'immagine residua del potere Inaugurazione dell'anno giudiziario 2005
La scena si presenta a strati concentrici: Mondo, Stato, città, cittadini, vigili urbani, polizia, Tribunale, carabinieri, aula della Corte d'Appello. Dentro l'aula, invece, vi è una stratificazione lineare: carabinieri in alta uniforme, giudici, magistrati, avvocati, rappresentanti del governo, CSM, regione, provincie, comuni, alti gradi di polizia, carabinieri, finanza, esercito, politici e illustri locali, professionisti e professori, giornalisti misti ad agenti in borghese, digos, scorte e servizi d'ordine.
Il Presidente della Corte d'Appello ha salutato le istituzioni presenti e ha brevemente introdotto la cerimonia. Ventiquattro minuti dopo, scolandosi a canna un litro d'acqua minerale, ha ceduto la parola al Procuratore Generale. Il magistrato, indossata la toga, ha ringraziato il presidente e ha regolato il microfono. Con una ventina di correzioni successive, durante il solo primo minuto di discorso. I seguenti ventinove minuti li ha trascorsi parlando e tirandosi su la toga che cercava disperatamente di scivolargli dalle spalle per la noia. La parola è poi passata al rappresentante dell'Ordine degli avvocati che ha esordito con una lamentela sull'eccessiva lunghezza del discorso del PM, intervallando gli aggiustamenti del microfono con i recuperi degli ochiali, che a periodi di 39,3 secondi cercavano di scivolargli dal naso.
Al 27-mo minuto del monologo avvocatesco, il PM ha chiesto al giudice il diritto di replica, ma non è stato accolto. Ciò ha causato stupore tra le istituzioni e i rappresentanti dell'ANM. Il giudice ha ammonito di fare silenzio o avrebbe fatto sgomberare l'aula, al che i carabinieri in alta uniforme hanno battuto i tacchi, il generale dell'esercito s'è buttato a terra, cinque poliziotti hanno apoggiato il dito sull'auricolare e quattro agenti di scorta si sono alzati mettendo la mano sulla pistola. Una persona ha starnutito e un sms è arrivato. A questo punto, convocando le parti, il Presidente della Corte d'Appello ha concesso una pausa di 15 muniti per far calare la tensione.
Rientrati in aula, visto che dovevano ancora parlare il rappresentante del CSM e quello del Governo, il giudice ha imposto il rito abbreviato per tutti i relatori, creando nuovi brusii tra le file delle istituzioni e dei professionisti. Il rappresentante del CSM non ha voluto patteggiare e ha dichiarato che limitare il tempo al CSM è un attentato agli organi costituzionali, al che i carabinieri in alta uniforme hanno battuto i tacchi, mentre quello in uniforme storica è svenuto, cadendo addosso al Procuratore Generale che, a sua volta, ha urlato all'attentato, facendo scattare in piedi la scorta che giocava a briscola con i giornalisti. A questo punto è balzato in piedi il Sottosegretario alla Giustizia urlando che era troppo, che era ora di finirla con le lungaggini della giustizia.
In un marasma totale il Presidente della Corte d'Appello ha deciso di tagliare la testa al toro. Si è alzato, ha battuto due volte il martello sulla testa del Sostituto Procuratore Aggiunto più vicino, dichiarando solennemente: "Oggi, sabato 15 gennaio 2005, dichiaro ufficialmente aperto l'Anno Giudiziario 1969!"
Sia il PM che i rappresentanti degli avvocati hanno annunciato il ricorso alla Cassazione.
Qualsiasi riferimento a situazioni o persone reali è puramente questione di tempo.
Macchine di grossa cilindrata, vetri oscurati. La scorta le precede e le segue. Il traffico viene bloccato. Gli elicotteri sorvolano facendo discretamente rumore. I cecchini scrutano le rughe delle signore. Le automobili sgommano, accelerano. Si fermano. Loro scendono, sorridono, si salutano. Sorridono, sorridono. Si stringono le mani, ostentano orologi ed anelli. Pacche sulle spalle. Sorridono. Fate largo! Loro devono passare, perché Loro sono importanti. Le dita stringono le pistole. Gli occhi ballano nervosi, le auricolari tuonano. Attenzione! Loro stanno entrando. Loro stanno salendo le scale. Emmergenza!!! Veloce, fate passare! Lui deve passare! Bloccate il corridoio, girate a destra... no... a sinistra. In fondo a sinistra! Tutti fuori, veloce! Deve entrare Lui! Via libera? Tu, controlla quello se è pulito. Bene, fatelo passare, tu stai alla finestra. Voi due alla porta. Prego signor Presidente, questo water è sicuro.
L'atmosfera è pesante. Nervi tesi, ma tutto sembra tranquillo. Nessuno si accorge che Lui è caduto nella trappola preparata da un gruppo di terroristi sovversivi: manca la carta igienica. Ma oramai è tardi.