[ тринаесТачака ]
Capuccetto rosso s'è mangiata lupo, nonna e cacciatore.

06/07/2008


back again

Check-in Chill-out

Finite le tre settimane a Dubai. Il momento è giusto per tornare a casa perché la città comincia a mostrare sempre più ferocemente le proprie facce poco affascinanti. Brevemente, come ho già scritto per Abu Dhabi, tutto quello che si vede in questo paese, tutto il lusso, tutto di tutto si basa sullo sfruttamento (!) della forza lavoro a basso e bassissimo costo.
Si torna a casa, e dopo le settimane negli Emirati, a digiuno degli accadimenti euro-italici, bisogna un po' riambientarsi. Nulla di meglio di un ritardo di 3 ore del volo Alitalia in partenza da Dubai (infatti sto scrivendo usando il wi-fi dell'aeroporto in attesa dell'imbarco... ho ancora 2 ore). Già il check-in è durato i soliti 30 minuti più del necessario, anche se si aveva i biglietti elettronici. E in fila davanti a noi i "soliti italiani" che quando hanno visto il ritardo hanno iniziato a svenire, chiamare le hostess, correre dietro le valigie... noi invece, gli "insoliti italiani", ci siamo limitati a sparare cazzate e ridere.
Non vedo il momento di salire sull'aereo, prendere Corriere, la Repubblica, il Sole 24 Ore, Topolino ed Eva 3000, per rimettermi in pari con il Bel Paese. Ho 6 ore di volo e altre 3 ore di attesa a Fiumicino perché ovviamente perderemo la coincidenza.

diversità, psicoterapia, surrealtà | by miloz | 00:58 | commenti

19/06/2008


va’ che ti sposi…

Com’è possibile!?

Che cosa ci faccio io che non bevo birra, non fumo, non seguo il calcio, disprezzo il tifo… in una birreria dove si fuma, a guardare la partita della nazionale insieme a tifosi azzurri sbraitanti, su un maxi-schermo con la telecronaca in ARABO!!!???
Forse è proprio vero che a Dubai tutto è possibile.

P.S. Torno il 6 luglio

diversità, surrealtà, de-coscienza | by miloz | 21:43 | commenti

16/05/2008



corriere.it - oggi
Madrid accusa: «Italia xenofoba»
La vice di Zapatero attacca il governo Berlusconi sull'immigrazione


"El Gobierno rechaza la violencia, el racismo y la xenofobia y, por tanto, no puede compartir lo que está sucediendo en Italia" (www.elmundo.es)

Italian police are being forced to protect Roma Gypsies who have come under attack from local residents in Naples two nights running (news.bbc.co.uk)

Restano le altre misure anti immigrazione, a cominciare dai commissari per l'emergenza rom. Dopo quello di Milano, ce ne saranno altri anche a Roma e Napoli, Torino si è messa in lista. È certa, per gli extracomunitari, la stretta sui visti d'ingresso turistici oltre i tre mesi, sui ricongiungimenti familiari (ma senza l'esame del Dna), sui Cpt in cui la permanenza passerà dagli attuali due a sei mesi. (www.repubblica.it)


[ Semplicemente non riesco a sopportare che questo stia succedendo nel paese in cui vivo! ]

titoli, diversità, palude mentale, il poterazzo | by miloz | 18:58 | commenti (1)

13/05/2008


đurđevdan je

I soliti sospetti, i soliti colpevoli, i soliti razzisti

La bella Đjulija, Miss Rom della CroaziaLeggo le notizie e mi viene da piangere. Persone vengono uccise a lavoro. E niente. Persone vengono uccise in ospedale. E niente. Persone vengono truffate e derubate da "imprenditori". E niente. Violentate da preti e uccise dai familiari. E niente. Da mafia, camorra, ecc. E niente.
Niente fino a quando non si tirano in ballo, nuovamente, i Rom. Allora il "e niente" salta la barricata. Si lanciano bottiglie molotov tra le roulotte. E niente. Sospetti nomadi vengono sprangati, linciati. E niente. Insediamenti vengono demoliti con le ruspe come se ci vivessero scarafaggi e non persone. E niente. Intere comunità vengono cacciate. E niente. Vengono colpiti tutti, colpevoli e non. E niente. E i bambini? non avranno qualche diritto, uno sconto almeno!? E niente. E niente, nel nostro democratico paese: un gigante impaurito che nel dubbio mena i deboli e fa finta di non vedere i prepotenti.
La bella notizia arriva dall'estero. Oltre l'Adriatico, nella balcanica Croazia, i Rom croati, durante la propria festa più importante Đurđevdan (Giorno di S. Giorgio), hanno eletto la loro ragazza più bella. Porta nome e cognome italiano, Đulija Januzi (Giulia Ianuzzi), è di Dignano d'Istria ed è veramente splendida. E' stata eletta da una giuria internazionale composta da artisti, giornalisti, musicisti, rappresentanti delle minoranze, presieduta proprio dal parlamentare della minoranza italiana. Alla festa c'erano anche il parlamentare della minoranza rom (che rappresenta anche altre piccole minoranze in Croazia), il presidente della regione, sindaci, amministratori, politici locali, ecc. Sì avete sentito bene, un parlamentare rom.

diversità, the system, il poterazzo | by miloz | 19:39 | commenti

11/04/2008


dove sorge il Sol dell'avvenir?

Bello bello bello!!!



Il film si chiama 'Linda Linda Linda', è del 2005, regia di
Yamashita Nobuhiro. Semplicemente da vedere (ovviamente in versione originale con sottotitoli)! Ecco.

diversità, onde buone, visto letto sentito | by miloz | 19:29 | commenti

30/01/2008


farsi i blogazzi altrui

Chiesa alternativa e 3 assi con rimorchio

Partiamo dal "sacro". Ho un collega credente cattolico convinto con il quale discuto spesso di fede e non-fede. Frecciatine, scherzi, battute reciproche, sempre nel rispetto della persona. Non sono credente, mi piace il relativismo della ragione (proprio quello che fa paura al Papa Ratzi) e per questo non faccio fatica a convivere con credenti e non-credenti di tutti i tipi e gradazioni.
Oggi ho chiesto al mio collega un'informazione sulla 'chiesa di Gesù cristo e dei santi degli ultimi giorni', se sono loro i mormoni. Invece di ottenere la risposta, il collega si è infervorato insistendo sul fatto che: a) bisogna evitarli; b) non sono una chiesa; c) non sono una fede né una confessione; d) sono una setta; e) conosce la sorella di un amico che si è convertita lasciando famiglia, figli, marito, lavoro, paese, continente andando a fare la sacerdotessa in America; f) scientology è uguale, se non peggio. Inutili sono stati i miei tentativi di sostenere che i mormoni sono una fede/credo come il cattolicesimo, e che la definizione di "setta" è solo uno strumento della fede dominante per screditare altri credi simili. E inutile è stato il parallelismo tra la sacerdotessa mormona e un qualsiasi sacerdote/suora che rinuncia a tutto per dedicarsi alla fede. Alla faccia del dialogo inter-religioso!
Come risposta a questo modo di pensare, ecco un blog interessante per i credenti e i critici della fede: sacerdoti sposati: l'informazione libera.
E dal "non esiste più religione" al "non esistono più lavori da uomo e lavori da donna", ecco un altro blog che mi è saltato agli occhi: Lady Truck Driver Team. Secondo le statistiche le donne fanno in proporzione meno incidenti stradali dei maschietti, che al volante sono spesso più arrapati che a letto. Ho già visto una grossa differenza tra gli autisti e le autiste dei mezzi pubblici. I primi si incazzano per ogni stronzata, sbuffano e commentano ad alta voce, accelerano e frenano violentemente. Le seconde quasi non esistono, guidano elegantemente e dolcemente... sembra di essere in poltrona. Sapere che al volante dei bestioni da 40 tonnellate ci sono anche donne, mi rassicura un po', quando quando sono in autostrada.

diversità, visto letto sentito | by miloz | 21:52 | commenti (3)

04/01/2008


ritiro gli auguri

Ferma tutto! Torniamo all'inizio

Nel mondo: elezioni in Kenya... 300 morti; la Butho eliminata; il Mar Nero inghiotte navi come niente; vulcani che esplodono in Chile; Medioriente e Afghanistan la solita merda. In Italia: aumentano i prezzi di tutto; non aumentano le paghe; la politica è sempre più merda; le persone sussurrano tra i denti; Benigni prende il posto di Porta a Porta. Io: sfumata una possibilità lavorativa; paga sempre più magra; prospettive di vita sempre più grigie. Domanda: cosa dovrebbe farmi credere che il 2008 sarà un anno migliore? Gli auguri? PORTANO SFIGA!!! Altro che angeli che scendono, ali della pace, luce divina, amore e prosperità... dovremmo augurarci un anno sfigato. Se poi le cose non s'avverano, evviva!
Sarebbe bello sentire da chi ti vuole bene cose tipo "ti auguro un anno di diarrea permanente e che tu possa perdere il lavoro" oppure "i miei più sinceri auguri al tuo cancro e che t'inghiotta l'inferno... per errore" o più semplicemente "che sia per te un anno pieno di sfiga e che ogni tuo sforzo sia vanificato". Credo che almeno potremmo farci delle grasse risate per la fantasia degli auguri.
Insomma, l'anno nuovo è partito in tale maniera che se avessi visto ora lo scherzo che alcuni media-hackers hanno organizzato sulla Tv Ceca (giugno 2007), l'avrei creduto perfettamente possibile e, confesso, anche un pizzico auspicabile. Per il 2008, quindi, auguro a tutti noi che gli alieni ci possano cercare con il Geiger sparsi per l'Universo


diversità, surrealtà, palude mentale | by miloz | 19:58 | commenti

28/12/2007


o Tannenbaum, o Tannenbaum
Il capodanno del giovane miloz

Tanto tanto tempo fa, prima che tutto questo accadesse, anch'io godevo dell'atmosfera delle feste di fine anno. Non si parlava però del natale, ma di capodanno.
Sono nato e cresciuto in uno stato socialista e comunista ad auto-gestione sociale - SFR Jugoslavija (1974-1990) - dove le festività religiose non erano granché cagate. Non erano proibite, ma neppure erano considerate festività ufficiali. Io poi non sono stato battezzato (ad ora non posseggo un'anima cristiana), e sin dall'asilo sono stato educato in chiave socialista (socialismo applicato, mica quello di Craxi e Mitterand). Il risultato è che io non festeggiavo il natale, ma il capodanno: a casa e a scuola si addobbava l'albero di capodanno (!), il Babbo Natale, che in realtà si chiamava Djeda Mraz (Nonno Gelo, o Nonno Inverno), arrivava per capodanno e portava i doni di capodanno.
Nonno Inverno, vecchio socialista con la barba degna di Marx o Bakunin, non è che arrivava a casa, scendendo dal camino. Quanti ce l'avevano il camino in casa!? Per assicurarsi che ogni bambino, povero o benestante, avesse il suo regalo (più o meno uguale per tutti!) arrivava a scuola, ma anche nei luoghi di lavoro dei genitori. Così io incontravo Babbo Natale in fabbrica, dove lavorava mia mamma, e non veniva con la slitta e le renne, ma su un muletto industriale o un trattore. Lo incontravamo tutti insieme, figli di impiegati, operai e dirigenti. E anche dove lavorava mio papà arrivava Babbo Natale, ma io non c'andavo perché era lontano, e quello mi mandava i regali e gli auguri, in sloveno, perché papà lavorava in Slovenia. Insomma, nessuna corsa al regalo mascherata da menata pseudo-religiosa e nessuna finta e inspiegabile visita notturna a casa da parte del personaggio (per nulla panciuto nella "tradizione" socialista).
E il natale vero? A casa mia non era una cosa estranea, anche se non lo festeggiavamo (i vicini lo facevano)... lo commemoravamo due volte! Uno cattolico, per i nonni materni, e uno ortodosso che cade due settimane più tardi, per la nonna paterna, e comunque niente regali. Così anche i miei genitori si ricordavano quando erano bambini, e si mangiavano dolci due volte (stesso discorso per la pasqua).
Ora però la cosa è cambiata. La Jugo socialista non c'è più, ci sono tanti disoccupati e non tutti i bambini vanno a scuola. Nonno Inverno è morto, in un incidente sul lavoro o in qualche fossa comune durante le guerre dell'ex Jugoslavia, e a capodanno non ci viene più. L'albero di capodanno si è estinto a causa del disboscamento selvaggio e delle piogge acide.
Il natale non lo cago come prima, e mi sta anche un po' sulle palle. Il capodanno pure, se non fosse per i deliziosi dolci e piatti di capodanno che mia mamma e mia sorella continuano a preparare. Via, finché sse magna stamo apposto!

diversità | by miloz | 20:35 | commenti

22/12/2007


linee nella mente
Un confine in meno

Da ieri il confine tra Italia e Slovenia è aperto: niente più controlli. Oggi mi hanno mandato a seguire la cerimonia di addio al valico di Basovizza. Mi sono trovato immerso in una folla di scolaresche, scout e abitanti dei paesi vicini che sono venuti a festeggiare alle 10 del mattino, perché dopo 60 anni di confine (di cui 40 di cortina di ferro) finalmente possono passare 'oltre' come si fa lì dove l'oltre non esiste. Quando il coro italo-sloveno ha intonato l'Inno alla Gioia (inno europeo) ho visto commozione e incredulità sulle facce delle persone. E anch'io, che non sopporto i patriottismi e fuggo da inni e bandiere, mi sono emozionato e ho trattenuto a stento le lacrime: un altro confine è caduto, c'è un po' di libertà in più.

diversità, onde buone | by miloz | 20:17 | commenti (4)

02/12/2007


mondonafta 2

Metre noi tran-tram, lo sceicco gnam-gnam

Si dice che i capoccia di Abu Dhabi abbiano gradito talmente la nostra esibizione (Berimbau+Swing orchestra) da chiedere una nuova esibizione 2 ore dopo, alla presenza dello sceicco e della sua famiglia. Così, sebbene stanchi, sudati e puzzolenti, ci siamo esibiti nuovamente introducendo i fuochi d'artificio allo scoccare della mezzanotte... 2 dicembre... festa nazionale.
Ma come festeggiano gli abitanti di questa città? Leggendo le cronache, il figlio dello sceicco di Abu Dhabi, H.H SH Mansoor Bin Zayed Al Nahyan, ha pensato di fare una mega-spaghettata e ha partecipato all'asta (svoltasi a Firenze) per aggiudicarsi un super-tartufo da 1,5 kg, offrendo 212.000 dollari. Purtroppo niente pasta, è stato battuto da un cinese che ha offerto 330.000 dollari... un grave danno per l'emirato di Abu Dhabi, che si è appena comprato il 4,9% di City Group (la prima banca americana)... trascinando in alto Wall Street, e rendendoMI (!) sfavorevole il cambio euro-dirham... grrr!!! Se trovo un tartufo non glielo faccio manco annusare!
Gli Abu Dhabiani, invece, si divertono come matti in strada con i loro SUV e macchinoni sportivi addobbati con bandiere e foto di sceicchi, a sgommare (burn-out), accellerare facendo scoppiare le marmitte, ma fondamentalmente a stare incollonati sulla Corniche (il lungomare) a fare i fenomeni, tra l'altro senza aver bevuto un goccio di alcool, perché non c'è. Saranno i fumi dei gas di scarico...
Gli altri (indiani, pakistani, indonesiani, filippini, koreani, thailandesi, malesiani, libanesi, siriani, ecc) hanno poco da festeggiare. Lavorano, lavorano, lavorano. Per me sono loro i veri eroi di Abu Dhabi. Con enorme gentilezza, impegno e umiltà, gli immigrati del sud-est asiatico fanno TUTTO quello che c'è da fare perché i locali, proprietari di TUTTO, turisti e altri signori, possano vivere in questa città in maniera consona al lusso che essa ostenta. Sarebbe, tuttavia, facile parlare semplicemente di sfruttamento: la città dà lavoro a tantissimi immigrati, che ci vegono perché ci stanno meglio che nei propri paesi, dove comunque dovranno tornare una volta finito il lavoro ad Abu Dhabi.

diversità, surrealtà, visto letto sentito | by miloz | 02:01 | commenti

05/11/2007


vaffanculo!!!


BBC News - oggi
Italy starts deporting Romanians

Corriere.it - oggi
«Ve bucamo la testa»: ordigno contro i romeni

Tgcom - oggi
Romania boccia decreto espulsioni
Premier Bucarest:"Stop ondata xenofoba"

[ un sentito grazie a tutti quelli che si sono impegnati a trasformare il paese nel quale vivo in un paese razzista e xenofobo, ci siete riusciti! complimenti! ]

diversità, palude mentale | by miloz | 16:50 | commenti (1)

06/10/2007


vaffanculo grillo!!!

Della Patria e della razza

Questo è il commento che ho lasciato sul blog di Beppe Grillo, a seguito di un suo post che mi ha lasciato assaidimmerda. Anche Grillo è solo umano, troppo umano. Lo sapevo, ma speravo in qualcosa di più nobile. Per quanto mi riguarda si becca un VAFFANCULO, e per fortuna non solo da me, ma anche da alcune migliaia di anti-razzisti che leggono e commentano il suo blog.

"Cavolo... non mi aspettavo una cosa così da Beppe. Mi fa troppo male.
Si inizia nuovamente dai Rom (romeni, viene precisato), i colpevoli per eccellenza. Tanto che quando una ragazza italiana uccide un vecchio sulle strisce va a bruciare la macchina vicino a un campo di Rom. O quando Erica e Omar sterminano la famiglia di lei, danno la colpa ai Rom.
E' facile scagliarsi contro un'etnia che costituitivamente non può difendersi (non sono una minoranza riconosciuta, non hanno uno stato, un esercito, un territorio... danno fastidio e basta).
Beppe, sei bravo quando individui i colpevoli, perché li indichi con il dito e con gli argomenti.  Quando tu o chiunque altro puntate il dito contro un'etnia, un popolo, un gruppo, mi dispiace, questo è razzismo.
Cosa consegue da questa tua posizione? Chiudiamo i Rom nei CPT e radiamo al suolo i loro campi? Buttiamo fuori la Romania dall'UE e la circondiamo  di reticolati? E quando abbiamo finito, con chi ce la prendiamo? Albanesi? Serbi? Marocchini?
Beppe, fatti un giro in Romania, io ci sono stato recentemente e ho trovato un paese attivo che ha una gran voglia di crescere dentro l'UE."

diversità, non si può anadare avanti così, palude mentale | by miloz | 12:23 | commenti (3)

27/09/2007



bucuresti

Questo casino mi piace

Non ci sono pali dell'illuminazione pubblica impigliati in gomitoli di cavi elettrici nella mia città. Ma non ci sono neppure metrò, fiorai, tabacchi, minimarket che lavorano tutta la notte. A Trieste il giorno e la notte sono precisamente e accuratamente separati. Dopo una certa ora non si fa la spesa. Dopo una certa ora non si fa rumore. Dopo una certa ora non si va in autobus, e se hai fortuna troverai un taxi che di scorticherà vivo con la sua tariffa notturna. Bucarest è una città incasinata, contraddittoria e decadente, ma molto più viva e attiva della città giuliana nella quale vivo. Uno del posto ci ha detto che dopo Ciaucescu i Romeni hanno ottenuto la libertà, ma non sanno ancora cosa farsene. Credo che con qualche dritta dall'UE impareranno molto presto come farla fruttare.


Sopra: il Palazzo del Popolo; la Banda Berimbau; miloz prima della baklava; un tipico palo della luce; miloz dopo la baklava.
Altre foto qui.

diversità, surrealtà | by miloz | 20:42 | commenti

16/08/2007


alzo zero

Odio finto, odio vero

Pak! Pak! Pak! Le pallottole ti cadono attorno. C'è uno che ti urla, ma tu non capisci un tubo. I tuoi compagni saltano il fosso e scompaiono in una nube di neve alzata da una mitragliatrice che ti cerca da una cinquantina di metri di distanza. Hai tre compagni che ti parano il culo. Salti il parapetto e corri avanti. Tutto rallenta improvvisamente: un'esplosione ti copre di terra e ti fa fischiare le orecchie. Hai due compagni che ti parano il culo. Corri avanti, passi illeso in uno sciame di proiettili. Basso! Qualche scheggia ti ferisce, non fa niente. Eccolo lì. Salti nella trincea nemica, veloce e basso, aggiri il bunker, il crucco vestito di bianco non ha tempo di girarsi. Lo secchi con una raffica. Butti via il tuo BAR e prendi il suo StG44, più veloce, preciso e leggero. Ha due caricatori da 32 colpi. Bene, avanti!

In un pomeriggio, ho visto, due giocatori di Playstation riescono a seccare circa 10 mila soldati tedeschi. In media 200 per livello, ripetuti non so quante volte, perché mica si fanno ammazzare a gratis: ti sparano anche loro con qualsiasi cosa, e t'ammazzano più volte. Però hanno iniziato loro per primi, invadendo mezza Europa, 'sti nazisti. E se per me liberare l'Europa
a suon di stragi (per gioco!) senza pietà di nazisti senza pietà sembra cosa buona e giusta, una volta riposto il joypad (quella roba che serve per manovrare il tuo ego digitale) mi vengono in mente alcune domande. I ragazzi tedeschi (di oggi) come fanno a giocare a questi giochi? Non è forse estremamente frustrante dover immedesimarsi per forza un americano/russo/inglese/francese che massacra senza battere ciglio altri soldati che parlano la tua lingua? Dall'altra parte, offrire la possibilità di combattere dalla parte dei nazisti è parecchio diseducativo (se non inserito in un percorso di redenzione, che trasforma un SS rampante in un simpatico vecchietto filo-UE e che vota SPD).

I giapponesi, per esempio, rispondono all'amara sconfitta della seconda guerra  e alla conseguente aggressione culturale occidentale esportando fior di cartoni animati, fumetti e videogiochi neutri (Mario Bros, Pokemon) e culturalmente orientati (ragazzine con spadoni, samurai che sconfiggono demoni), o nostalgici della grandezza imperiale (basi segrete con navi spaziali e robotoni che sembrano samurai e difendono la terra da invasori alieni che vengono dal mare o dallo spazio). I giovani tedeschi come possono rispondere a questa costante e ingiusta (vista l'età) colpevolizzazione? Non so quanti giocano a questo tipo di giochi, forse preferiscono quelli nipponici. Hanno provato a rispondere con i Teletubies, ma con effetti letali per la gioventù europea. Qualcuno, per tutta risposta, si gira verso ambienti neo-nazisti, affascinato dal passato che ovunque gli viene presentato come sbagliato, ma che loro sentono come unico glorioso passato nazionale. Ed ecco che il "gioco" rischia di ricominciare.

diversità, psicoterapia, visto letto sentito | by miloz | 15:40 | commenti

21/02/2007


ma dove vivevo fino ad ora?

"Cu'mme!" di Roberto Murolo e Mia Martini

Venite cu'mme! Oggi sono un'isola felice in una redazione in tempesta. Da come ho messo piede questo luogo (per sw: codesto costì) ho visto colleghe e colleghi scaricare fulmini, urlare al vento aggrappati ai computer con le reti strappate, ricevere e dare comandi gridando nelle cornette dei telefoni, correre con dispacci in mano tra la coperta e il ponte di commando. Del resto il capitano ha abbandonato la nave da tempo e i luogotenenti si azzannano per il commando. E l'odore di sangue di una mezza notizia sul governo li eccita come squali.
Oggi sono un pirata sulla sua Tortuga. Mi sono trovato una mia tana, ho di chi fidarmi, pochi dobloni in tasca e un mare, un mondo a mia disposizione. Non c'è bastione che possa minacciarmi, nessun reggimento ne ufficialetto governato dall'ambizione di arrivare. Non gli sarò né avanti né sopra, bensì lì dove meno se lo aspetta. Oggi la tempesta gioca a mio favore, io vi so navigare senza farmi travolgere. Quando sarà avversa, sarò sulla riva a guardare gli altri schiantarsi e imparare da quelli che se la cavano. Vogliono prendermi? Che ci provino, io so che non mi avranno mai!

diversità, prerivoluzione | by miloz | 16:32 | commenti

03/01/2007


extraterrestri

Sono già tra di noi, ma non li vediamo

Nuovo anno, nuovi membri dell'UE.  Romeni e Bulgari. In due (2 - two -zwei)  giorni vissuti in quest'anno ne ho sentite di tutti i colori. Paure tematiche ricorrenti, oserei dire epocali.
Si va dalla preoccupazione GEOPOLITICA che vede i barbari ai confini dell'Impero pronti a riversarsi nelle nostre terre e a saccheggiare Roma (piano, non spingete... il Vaticano è da quella parte!). Segue la preoccupazione per l'ORDINE PUBBLICO, perché si sà... "quelli lì rubano e chiedono l'elemosina". Vabbè, diamo loro tempo di imparare che in Europa c'è una divisione di ruoli: chi ha il potere può rubare, chi non ce l'ha può chiedere l'elemosina. Poi c'è la paura SINDACALE, "questi vengono qua e ci portano via il lavoro". Confesso di avere un po' di paura che un Bulgaro mi freghi il mio posto da precario in redazione. Capisco quindi che anche Montezzemolo possa avere paura che un Romeno gli tolga la poltrona alla Confindustria. Poi c'è una preoccupazione SOCIALE: "arriva una massa di gente affamata, stracciona... dove li mettiamo? come li sfamiamo? quelli vengono quì e si mangiano tutto, si mangiano pure noi!"  Già, è proprio una crudeltà non poterli più rinchiudere nei CPT... Eh già, si stava meglio prima quando andavamo noi da loro a farli lavorare per una miseria, e a trombare a prezzi da discount.
Quello che invece mi sta particolarmente a cuore sono i nuovi comunitari, oggetto delle "preoccupazioni" RAZZISTE... i Rom. Sono super contento che una buona parte di un popolo europeo (che in realtà in Europa sono almeno un paio di entnie, Sinti e Rom, appunto) da secoli discriminato, deportato, cacciato, sterminato, dimenticato, odiato, ignorato, dal giorno alla notte sia diventato parte dell'Unione Europea. Sì, proprio quelli Rom bulgari e romeni, che vivono ai margini delle nostre città, i cui accampamenti vengono rasi al suolo con le ruspe, che vengono obbligati a spostarsi, cui viene impedito di fermarsi in qualsiasi luogo (e poi ci si lamenta che sono "nomadi"), loro ora sono cittadini europei! Non hanno mai rivendicato un pezzo di terra per sè, non hanno mai dichiarato guerra ad alcuno ne hanno partecipato alle guerre che gli europei si sono dichiarti a vicenda, non hanno mai voluto uno Stato, un
governo, un sistema politico, non hanno mai voluto conquistare il potere, dominare il mondo, non hanno mai cercato di sterminare un'altro popolo, e quando hanno ruota - terra - cielo: Bandiera Romrischiato di essere sterminati, non hanno cercato vendetta. E non hanno chiesto di diventare Europei, in fondo lo erano già molto prima dell'Europa stessa. Ora per i Rom la vita sarà forse un po' più facile: la ruota gira, sulla terra e sotto il cielo.


P.S. Quando ho espresso in redazione questa mia soddisfazione, la risposta di una collega è stata "Spero che ti rubino in casa". Potevo rispondere con "spero che ti rubino in banca", ma non lo fatto. A differenza degli altri, io sono più buono a capodanno.

diversità, the system | by miloz | 04:16 | commenti (1)

25/12/2006


tu evadi dalle stelle...

Natale in cattività

I primi auguri questa notte li ho scambiati, urlando oltre il muro di cinta, con una ragazza Rom rinchiusa al terzo piano del braccio femminile del carcere di via Coroneo. Ero lì per incontrarmi con alcuni amici quando iniziò un canto. In un primo momento pensammo che qualcuno stesse ascoltando musica ad alto volume, ma poi vedemmo che provveniva dal carcere. Non capivo la lingua, era un misto tra arabo e il dialetto del Salento, ma poi riconobbi una canzone popolare in romanes. Una ragazza agrappata alle sbarre della finestra cantava per attirare la nostra attenzione, e quando vide che la stavamo guardanto ci saluto con la mano. La salutai anch'io, il chè la eccitò. Cominciò a cantare più forte, saltare, agitare le mani. Poi gridò "Auguri! Buon Natale!", il che ebbe per me l'effetto un pugno nello stomaco. Forzando il nodo che mi si era creato in gola le gridai "Anche a te!", con una voce che sembravo io quello rinchiuso. Continuava a saltellare sulle sbarre e cantare sempre più forte, contenta che qualcuno là fuori la cagasse, mentre io mi sentivo sempre più male a vedere un mio simile dietro le sbarre. Non so perché la ragazza si trovi in carcere, ma non mi lascia indiferente vedere manco i cani nelle gabbie, figuriamoci le persone. Il casino che stavamo provocando in piena notte probabilmente stava attirando attenzione, così decidemmo di andarcene. Mi sento ancora adesso una merda. Spero solo che andando via le avessimo risparmiato la scarica di ceffoni con la quale le guardie l'avrebbero "calmata".

diversità, surrealtà | by miloz | 01:50 | commenti (3)

16/12/2006


a natale siamo tutti più buoni

"ORFANOTROFIO CON SOLDI RAPINE, ARRESTATO BANDITO BENEFATTORE"

"(ANSA)-PIACENZA, 16 DIC - In 41 anni di 'onorata' carriera ha collezionato 32 anni di condanne e 21 ordini di custodia con le rapine in banca, con i proventi delle quali avrebbe però costruito un orfanotrofio per i bambini della favelas di San Paolo. Luigi Rotterdam, considerato uno specialista delle rapine in banca, era latitante dal mese di febbraio ed è stato arrestato a Livorno dai carabinieri di Piacenza.
[...] Entrando in galera avrebbe manifestato la volontà di smetterla con le rapine. Quando uscirà, ha detto, andrà in Brasile a dedicarsi solo all'orfanotrofio."

diversità, surrealtà | by miloz | 19:10 | commenti

04/12/2006


xmass run
"Questa corte le intima di essere gioioso!"

"E' iniziata la stagione dell'acquisto di Natale, e come ogni anno, il giovane troll che vive in Miloz inizia a cercare una caverna isolata e profonda per ripararsi dal gelo che nulla ha a che fare con l'inverno." Mi sono sempre lamentato del consumismo in occasione delle festività, anche se di santi Nicolò, natali, pasque e madonne immatricolate non mi importa nulla. Vorrei solo esercitare il diritto di non essere coinvolto, trascinato per la manica, in questa orgia dell'acquisto che chiamiamo "spirito natalizio". Ma è inutile. Più uno cerca di non farci caso, più è forte l'impegno di quelli che vogliono inculcarti lo "spirito natalizio". In piazza Unità, dove passo ogni giorno, oltre ad aver "piantato" alberi di natale in sarcofagi di cemento, hanno piazzato anche gli altoparlanti che diffondono musiche natalizie non stop. ["Arrenditi, sei circondato! Hai 5 minuti per uscire con i regali bene in vista e cantando 'Tu scendi dalle stelle', altrimenti sfondiamo la porta e ti mettiamo le luminarie a casa!!!"] Se chiudi la porta, ti entrano dalla finestra. Se chiudi gli occhi, ti entrano in culo. Per di più, dopo essere riuscito ad evitarla per 4 anni, sono stato precettato per la cena aziendale di Natale. La situazione è tipo Fantozzi e la corazzata Potemkin. Sento già la gastrite avanzare.

diversità, the system | by miloz | 23:03 | commenti (4)

20/11/2006


non luogo

Il dentro visto da fuori

Sembra banale dirlo, ma il carcere è un ambiente fuori dal mondo. Un luogo dove le porte non si aprono mai completamente, ma quanto basta per passarci. E mai contemporaneamente due dello stesso ambiente.
Mi aspettavo di trovare molte più sbarre e grate a suddividere i corridoi e le celle, ma queste vengono usate solo esternamente, o per proteggere le installazioni elettriche e le tubature che corrono sul soffitto. Gli ambienti sono divisi da porte blindate frangifuoco, e paratie mobili in plexiglass rinforzato o vetro blindato. I neon illuminano il pallido dei corridoi, il cui respiro è composto da schiocchi di serrature elettriche e passi delle guardie. La tensione è il silenzio.
E’ un luogo di negazione dell’umanità delle persone, per chiunque vi entri, per qualunque motivo. L’umanità è la cosa più pericolosa per il funzionamento di una prigione e non le deve essere concesso spazio. Lo si vede nella gentilezza anonima delle guardie penitenziarie, nella posizione marziale che assumono quando si fermano: piedi leggermente più larghi delle spalle, una o entrambe le mani dietro la schiena e sguardo imperscrutabile, qualsiasi sia l’espressione del volto. Il fatto che non si appoggiano mai ai muri o alle porte, e che tengono alla cintura una fondina di pistola vuota, le rende ancora più distaccate.
E i detenuti? Non ci sono, non esistono se non per chi, per lavoro o altro, ha a che fare con il carcere. Del resto, sono qui per questo.

diversità, the system, surrealtà | by miloz | 18:53 | commenti

23/10/2006


racconto
Sull'orlo della libertà

Dominata da enormi interessi economici e dense volontà di prepotenza, ad un certo punto l'esistenza si è ripiegata su se stessa. Dentro di essa la vita, diventata qualcosa di contenuto. Funzionale. Senza la forza di fuggire da quella pesante attrazione dell'involucro. Ma per quanto enormi e potenti fossero questi attrattori, molti sono fuggiti alla loro gravità e anche se non si sono allontanati di molto, girano su orbite sempre più lontane, sempre più ellittiche. Tuttavia per quelli che sono dentro questi non esistono, non possono essere visti. Perché ogni sguardo di chi sta all'interno per quanto acuto e concentrato, sottostà alle leggi interne e viene curvato per poi ricadere sempre all'interno.

E quelli che hanno l'intuizione filosofica e matematica dell'esistenza di un "fuori"? Per quanto possano dimostrare di essere le migliori menti dell'esistente, vengono sempre considerati cervelli lontani dalla realtà delle cose, strani, artisti, folli, matti, e se insistono un po' di più, devianti, provocatori, pervertiti, pericolosi. Ciò non li distoglie dal cercare il varco, sapendo di farlo per loro stessi e i pochi che vogliono ascoltarli. Si augurano per lo meno che nel momento del loro successo (da nulla garantito) altri rimangano caproni come lo sono ora e li seguano in massa, così come ora seguono i loro detrattori.

Circolano voci che alcune persone si siano imbattute in qualche varco. Che abbiano visto "il fuori". Alcuni lo hanno spiegato come una momentanea allucinazione, altri come l'illusione del diavolo, alti ancora come una cosa che non sanno spiegare. Quelli più sinceri hanno ammesso semplicemente di aver avuto paura. Erano lì, confessano, e hanno visto, hanno capito che c'è qualcosa di più. Che facendo un solo passo sarebbero fuggiti a quella gravità nella quale sono cresciuti, che fino a quel momento piegava i loro sguardi. E hanno visto gli altri, lì fuori, che li chiamavano, che si libravano leggeri, sì proprio "fuori", vivi, sorridevano e chiamavano, tendevano le mani. Hanno avuto paura di fare quel passo. Il "fuori" sembrava così grande, e ognuno di loro sembrava lasciato a se stesso. Avevano paura di essere lasciati a se stessi. Paura di quell'immensità, di vedere "l'interno" da fuori e capire che è una briciola, una piccola gabbia.

Hanno scelto di rimanere dentro, ma la loro vita non è più la stessa. Seppur tra mille dubbi e rimpianti, si sono resi conto che per la prima volta nella vita "loro hanno scelto!" Si sono resi conto che non possono più non sapere quello che sanno, che "l'interno" è una piccola parte, c'è molto di più. E hanno capito infine che anche se per paura hanno indietreggiato, in realtà una parte di loro è uscita. La loro mente, il loro pensiero non è più soggetto all'attrazione dell'interno, ma fugge, entra ed esce a piacere. “E solo questione di tempo – sussurrano con occhi brillanti e sorriso sornione – quando avremo una nuova occasione per scegliere di oltrepassare l'orlo.”

diversità, prerivoluzione | by miloz | 03:01 | commenti (1)

12/07/2006

in fondo, a sinistra
Exit ’06: una via d’uscita per i Balcani

Se fosse successo nella mia città e mi avessero proposto di andare a vedere i concerti, probabilmente avrei risposto... “Ma che cazzo me ne fotte a me di Billy Idol, Franz Ferdinand, The Cardigans, Morrissey, Pet Shop Boys, Scissor Sister, The Cult... e compagnia”. E avrei sbagliato... perché questi tipi (che effettivamente “non cago di striscio”) erano solo l’evento collaterale di un megafestivaldellamadonna noto come Exit Festival ‘06! Ma siccome il buon sw non dorme (ma piglia di codesti pesci), noi Berimbau ci siamo trovati lì a suonare.

Cos’è l’Exit? (mentre cerco di sintetizzare, si prenda nota di www.exitfest.org).
Il tutto è nato 6 anni fa, sull’onda delle proteste studentesche anti-Milosevic (inferno all’anima sua), da gruppi, media e movimenti pacifisti serbi e di tutta l’ex-Jugoslavia. E ora, a Petrovaradin, fortezza austroungarica di Novi Sad (Serbia), ogni anno viene proclamato per 4 giorni lo “State of Exit”. 20 palchi tematici di concerti, dj-set e jam-session di gente da tutto il mondo (dal Heavy Metal al Latino), quasi tutti i palchi muniti di telecamere/operatori, maxischermi e regia in tempo reale. Mostre, conferenze, incontri, performance, workshop su: fumetti, cinema/video SF, arte contemporanea, musica, diritti civili/umani, diritti di mobilità/migrazione, diritto allo studio, salute e prevenzione, cultura gay/lesbica e femminista, diversità, software libero. Ecco perché i concerti del Main Stage (i tipi di cui prima) sono solo lo specchio per le allodole.

Organizzazione impeccabile (hanno dato lavoro a un casino di gente, c’erano pure gli addetti al distributore di caffè!). Poco alcol (solo birra e vino) e altre droghe. Risultato: tanta bella musica, tanta bella gente da tutti i Balcani e oltre, tanto divertimento con spirito pacifico e positivo. Non riesco a credere che una cosa così possa (r)esistere... in Serbia. Chiunque ci abbia messo la manina (e il portafoglino) evidentemente sta cercando di ricondurre la Serbia alla civiltà, puntando sui giovani e sul divertimento. E sembra esserci ancora speranza! Motto dell’evento “il mondo non si cambia in un giorno... infatti Exit ne dura 4”.

...eccoci sul World Stage Tornando ai Berimbau, abbiamo fatto la nostra porca figura. 10 ore di bus all’andata. Abbiamo suonato al World Stage, dalle 2 alle 4.20 di mattina, riempiendo per benino un bastione (capienza max 5000 persone) di gente entusiasta e festante fino all’ultimo bis. Piazza, da notare, precedentemente evacuata quasi completamente da un paio di gruppi un po’ troppo... come dire... sperimentali, che noi avevamo resuscitato già con il sound-check. Finito il concerto, calata l’adrenalina, mi sono mangiato una pljeskavica nella lepinja (come cos’è!?) con cipolla, e attraversando il Danubio, ho visto il sole sorgere accanto alla fortezza mentre la festa continuava al ritmo del DnB. Doccia, 2 ore di sonno e poi altre 10 ore di bus al ritorno. Unici 3 rimpianti: non ho visitato proprio tutti gli stage; non ho avuto tempo per ballare la house (‘auz!); avevano finito l’ajvar per la pljeskavica. Ma mi sono divertito un casino lo stesso. Alla prossima, Novi Sad!

diversità, onde buone | by miloz | 09:30 | commenti (1)

09/09/2005

tolleranza ground zero
L’invasione dei bambini diversi

“I bambini islamici frequentino le scuole statali!” Parola del ministro Pisanu. Non mi meraviglia affatto che l’illustre servo dello stato (con delega alla repressione politica e alla violenza fisica) voglia combattere la libertà d’istruzione, soprattutto se di religione diversa da una cristiana. Quello che mi turba maggiormente nella dichiarazione del suddetto figuro è il concetto “bambini islamici”.
L’essere umano, ci insegnano i nostri fondamentalisti cattolici, nasce dal concepimento, a partire dalla prima cellula embrionale. E in quanto essere umano, l’embrione gode dei diritti della persona. C’è un grande però. Anche le intolleranze religiose, etniche e razziali nascono con la vita. Si è, quindi, islamici, negri o, perché no?, poveri sin dal concepimento. Embrione nero, feto povero, bambino islamico.
Cosa bisogna fare con i “bambini islamici”? si chiede oggi in Tv anche un’altra serva dello stato (con delega all’indottrinamento e alla disciplina mentale), la ministra Moratti. La sua risposta è stata la solita cozzaglia di cazzate maternamente buoniste verso il ‘diverso’. Ma quello che si legge tra le righe è che è iniziata una campagna di “deislamizzazione” del paese, nella quale si punterà alla riconversione culturale (e forse anche religiosa) proprio dei più piccoli. Non una integrazione, che procede per vie proprie generando soluzioni diverse da caso a caso, ma una vera e propria assimilazione, una costrizione all’identità.
E poco importa se si tratta di figli di famiglie credenti o meno, poiché provengono dall’area islamica, quindi sono mussulmani per decreto dell’Ministro dell’Interno (quello che si occupa di immigrazione). Oggi tocca ai “bambini islamici”, domani ai “bambini non credenti”, dopodomani ai “bambini diversi”.

diversità | by miloz | 21:50 | commenti (1)

22/07/2005

10 mila fondamentalisti islamici
10 milioni di fondamentalisti cattolici

Conferenza stampa. Consiglieri comunali anonimi di un partito che non si può dire. In una città qualunque. Scendo le scale perché ho sbagliato piano e sento delle voci venire da fuori. Sì, provengono proprio da lì dove sono diretto io. "Fuori i mussulmani! A casa... tutti! Via!!!". Entro, saluto, mi presento. C'è già una giornalista che si nasconde dietro il banco della segreteria. Vado avanti ed entro nella sala della conferenza stampa. Gli innominabili sono seduti al tavolo.
Silenzio. Saluto. Salutano. Silenzio. Mi presento "Sono miloz di rj2c5u". Sospiro di sollievo... "ah, bene, quelli di rj2c5u sono nostri amici. Vedi, se era del 234j80 avrebbe già preso appunti!". E continuano. "...vogliono togliere la croce. Ma tu sai che i mussulmani ce l'hanno così con la croce che sulle batterie non c'hanno meno e più, ma meno e falce." Mi sforzo per sorridere alla battuta. "Guarda che non è una battuta. E'vero". "Ah, se mi toccano la croce", si scalda un'innominabile, "io divento terrorista. Se questa città avrà mai un sindaco mussulmano, io divento terrorista!". Cerco di riportare la questione sulla carreggiata della ragione dicendo che, se i cittadini scelgono un sindaco mussulmano, vuol dire che qualcosa è cambiato. "Non esiste! La mia croce, la mia cultura non si tocca!".
Mi rivolgo agli altri con una domanda, lasciando il giornalista fuori dalla questione: "Visto che il vostro partito vuole difendere la cultura italiana, come percepite quegli italiani di discendenza e nascita che sono mussulmani di religione? Fanno o no parte della cultura italiana?". Tutti mi guardano con diffidenza... mi sono scoperto. Un cecchino mi inquadra nel cannocchiale e abbozza una risposta: "Massimo rispetto per la religione, ma LORO non possono pretendere di venire da NOI e pretendere una moschea quando nelle Mecca noi non ci possiamo andare...". Mentre il colpo rimbalza accanto a me, penso di non essere stato chiaro con la mia domanda. O almeno lo spero. La risposta è stata, invece, chiarissima: basta poco per non essere più NOI e diventare LORO. Inizia la conferenza stampa: le solite cazzate inutili.

diversità, manuale di buon giornalismo, non si può anadare avanti così, palude mentale | by miloz | 15:11 | commenti (2)

07/05/2005

giororrroorrrrrnattatatatina
Psico-terapie d'urto

Oroscopo: "una facenda personale di un certo rilievo vi potrebbe distogliere dal lavoro proprio in un momento delicato". Allora, per qualsiasi cosa mi doveste dire o fare dalle 18.30 alle 20 andateci piano, e se potete rimandate a dopo le 20.30.
Questa mattina, in macchina con l'operaterur M., ho scoperto che anche i neo-cato-ecumenali vedono il mondo come una merda. Ma per altri motivi: non si possono tollerare i matrimoni omosessuali perché portano alla distruzione del genere umano, è il trionfo della cultura della morte, è contro natura perché una famiglia è composta da uomo, donna e figli. Punto! Brivido... E poi questa invasione dei mussulmani, che pian piano ce la mettono nel culo... Tre punti. Brrrrivido...
In redazione, invece, una collega mi spiega perché voterà "doppio no" al referendum contro la nuova loegge sulla fecondazione artificiale: "stiamo mettendo al mondo delle larve umane", "gli individui nati dalla provetta hanno pessimi sistemi imunitari e se non saranno sterili saranno portatori di malattie, genereranno altri individui malati, e così si indebolisce la razza umana". All'obbiezione se non sia meglio, quindi, selezionare gli embrioni più sani... "no". Dalla stessa collega mi viene spiegato che gli omosessuali sono determinabili geneticamente, "perché è una questione di geni, ormoni, di livelli...", "perché in fondo siamo macchine di carne, e il buon o cattivo umore è determinato dagli agenti atmosferici, dal sole..."
Mi chiedo quale ormone, quale gene, mi trattenga dal fuggire dalla redazione e ad andare a correre per i prati e i boschi.

diversità, palude mentale | by miloz | 14:51 | commenti (2)

28/04/2005

non mi avrete, mai!!!
Io non mollerò, sarò giornalista

Un troll da 20 quintali, che fa rombare con due enormi clave una grancassa di pelle di mamuth, booooom!... booooom!... booooom!... accompagnando la marcia lenta e pesante. E trascina, legate alle caviglie, dei lunghi campanacci fatti di elmi e teschi. Così mi sento ora. Non mi farò fermare così facilmente.
Ho un mio percorso personale, etico e professionale. Ho delle cose che voglio fare. Delle piccole frecce, per quanto numerose o avvelenate, che mi vengono scagliate contro non hanno la capacità di trapassare la mia pelle. Forza, provateci, infierite! Io passero!!!
E una volta passato non perderò tempo a schiacciare il vostro cranio, perché non vorrò sporcarmi le palme dei piedi. Vi lascierò, nanerottoli morali, nel vostro viscidume a guardare le mie spalle allontanarsi, mentre cercherete di ridare ai sassi la loro originaria forma di bastione.
Se il mondo è una merda, è colpa vostra. Io sono migliore perché non penso come voi, perché non faccio come voi, perché non mento come voi. Perché dovrei mollare io? Per questo, per colpa vostra, io rimango. Andatevene voi, se non vi va bene! Volete la guerra? i miei tamburi già tuonano.

diversità, manuale di buon giornalismo, the system, prerivoluzione | by miloz | 21:07 | commenti (7)

01/04/2005

safari at home
Oltre i confini della decenza

"Sono stata due settimane in Jamaica." Che bello! Hai fatto baldoria tutte le notti... "Bellissimo, però ci sconsigliavano di andare in giro oltre una certa ora. Soprattutto da soli." Ma dai, che avevi paura del babau? "Scherzi? Faceva sempre comodo avere tre uomini che ci facevano da guardia del corpo. Soprattutto di notte, rischi che ti entrino nella stanza con il machete..." Beh, basta non avere qualcosa che si possa rubare. "Eh, ma solo per il fatto di essere bianca..." Ma dove cazzo sei andata? In Afghanistan o in Jamaica!? "Guarda che è terribile. Passeggiavamo io e la mia amica, guida davanti e i nostri ragazzi dietro. Arriva uno, hey ciao come va, mi porge la mano, ma siccome tenevo una bottiglietta gli ho detto solo ciao e sono passata. Si è incazzato!!! E’ andato a dire alla guida che eravamo razziste perché non gli abbiamo stretto la mano..."
A parte che se uno non mi stringe la mano solo perché tiene una bottiglietta, mi girano i coglioni e minimo minimo lo mando a cagare. Ma signori, cosa cazzo ci andate in giro a fare vacanza se avete paura che vi scippino, vi rapiscano o vi sodomizzino? Statevene a casa! Vi sentite minacciati perché bianchi? STATEVENE A CASA!!! Pensate veramente di poter ancora andare in giro con il casco coloniale in testa pretendendo che gli indigeni vi si inchinino con il "zi zignore, zi buana"? Ma statevene a casa.
Andate in giro a fare cosa? A Tahiti, al club mediteraneé per bere cocacola e vedere spettacoli di danze locali per turisti? Alle Mauritius a prendere il sole... guardate che è la stessa stella che brilla per tutto il pianeta. Alle Maldive, l’Auschwitz al contrario: circondato da filo spinato e torrette con nidi di mitragliatrice, un paradiso di villaggio turistico con tv al plasma persino nei cessi; fuori dal filo spinato, una simpatica dittatura militare che mantiene la popolazione in un’entusiasmante condizione di povertà. O in Marocco, a guardare la tv via cavo nei villaggi turistici di lusso che fanno da campo base per eventuali escursioni safari nei villaggi e nelle città locali, con tanto di pulmini, guide e cacciatori: "Guarda lì, un bambino indigeno... PAM! PAM!... bel tiro!" Che ci andate a fare in giro per il mondo!?
"Cazzo, siamo stati una settimana alle isole Tonga... tu non hai idea che abbuffate di cheesburger ci siamo fatti al McDonald’s!"
Quello che si trova nei villaggi turistici è bene. Quello che sta fuori è pericoloso e non bisogna avventurarsi senza una guida che ti protegga. Ma chi protegge chi da cosa? Comincio a credere che la guida serve, in realtà, a proteggere i locali dai turisti "...non date noccioline agli elefanti, non pestate le aiuole e non comportatevi da prepotenti e padroni con gli indigeni." Soprattutto da certi turisti che, in quanto tali, vantano uno ius prime noctis turistico come se fossero a casa propria, anche se a casa propria professano il multiculturalismo e la tolleranza integrale. Nell’attesa di una conferma di questa mia teoria, la versione ufficiale rimane che gli indigeni puzzano, rubano, sono maleducati, cercano solo di fregarti e sfilarti dei soldi, sono pericolosi e forse non usano il bidet. Ricordatevelo la prossima volta che incontrate una comitiva di turisti tedeschi o giapponesi nella vostra città.

diversità, surrealtà, palude mentale | by miloz | 15:40 | commenti (2)

15/05/2004

esperienze serali
Sic transit gloria mundi, ovvero, "meno bandiere, più netturbini"

Concludo la mia giornata redazionale con una telefonata di una signora isterica. "Mio dio, qua stanno pisciando dappertutto! E i nostri vigili dove sono?! Il Comune ha sbagliato, chi è responsabile di sto cavolo di raduno?!". Dico il nome dell'assessore, è quello degli Affari Generali, ma non posso dare il numero. "Vi prego fate qualcosa voi se potete, sarebbe proprio da andare sotto il Comune, beccare i consiglieri e costringerli ad andare loro con la scopa a pulire le strade!". Mi viene da ridere, ma non posso. Non vedo il momento di fuggire acasa, e rinchiudermi abbracciato ad una terrina di pomodori e ruccola. "Dove sono i poliziotti..?" beh, avranno finito il turno, sono uomini anche loro... "non ci sono abbastanza bidoni della spazzattura, e quel casino di traffico!!!" signora, una seconda grande Trieste, festaiola e beona, è confluita a Trieste, non si può pretendere... "ma dovevano prevedere e prepararsi! La città è uno schifo, che figura facciamo domani!?". Beh, do ragione alla sinora, anche per levarmela dai coglioni. Che casino! Questi alpini cominciano ad essermi simpatici.

diversità, manuale di buon giornalismo | by miloz | 21:12 | commenti

30/04/2004

mi sento allargato...
"Viva il 1° maggio rosso e ..." selvaggio!

Ok, stringiamoci un po', così ci stiamo tutti! Le merci della Slovenia e di altri 9 sono entrati nella comune casa europea. Le persone? No, no... quelle stanno fuori! E' il massimo della schifezza, passami il frigorifero, ma nella mia stanza non ci entri! NON VOGLIO LA CASA COMUNE EUROPEA! VOGLO LA COMUNE EUROPEA! Voglio dormire con una maltese, fare colazione con gli irlandesi, studiare e ridere con gli estoni, giocare a carte con gli albanesi, prendemi a cazzotti e fare pace con i francesi, preparare l'ajvar con i bulgari. Voglio fare figli svedesi con una slovena, e far batezzare il mio gatto persiano da un pastore tedesco! cazzo! evviva il primo maggio, uggioso e piovoso!

diversità | by miloz | 21:41 | commenti


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