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19/06/2008
va’ che ti sposi… Com’è possibile!?
Che cosa ci faccio io che non bevo birra, non fumo, non seguo il calcio, disprezzo il tifo… in una birreria dove si fuma, a guardare la partita della nazionale insieme a tifosi azzurri sbraitanti, su un maxi-schermo con la telecronaca in ARABO!!!???
Forse è proprio vero che a Dubai tutto è possibile.
P.S. Torno il 6 luglio
fronte orientale A g g i o r n a m e n t o : n u l l a d i n u o v o
Brevemente... ma neanche tanto. Non solo anime. Dopo essermi sparato serie intere di Evangelion (fondamentale!), Death Note, Elfen Lied (sembra splatter, ma critica feroce contro la vera violenza), Ergo Proxy, Earth girl Arjuna (ecologia a manetta, non mangerò mai più un hamburger), un monte di animazioni di Miyazaki (consiglio, in particolare, TUTTO!!!), qualche film giapponese qua e là (per chi vuole piangere, Crying out love, in the center of the World), sono passato a droghe pesanti... narrativa giapponese.
Tutto è iniziato un bel giorno, quando ho trovato un racconto di Tanizaki, La gatta. Carino! Poi, cercando altre cose di Tanizaki, per caso ho scoperto Mishima (Confessioni di una maschera, La voce delle onde, Dopo il banchetto), e poi anche Murakami (Norvegian wood, A sud del confine, a ovest del sole)... ora sto divorando romanzi in maniera schifosa. Io, che non riuscivo a scegliere qualcosa che non fosse saggistica o fantascienza.
Sarà che il mondo là fuori è sempre più una merda e non riesco a trovarvi soddisfazione alcuna. Sarà che non ci sono più le mezze stagioni, ma manco le stagioni intere, ma manco le doppie stagioni, e il mio inverno sta diventando un'era glaciale... sarà che appena metto il naso fuori dal mio guscio c'è sempre qualcuno che vuole, pretende, obbliga, esige, impedisce, ostacola, preme, impone, decreta, stabilisce, ecc. Sarà che questi autori sono veramente belli (non sono nessuno per dire bravi), ma passare il tempo seduto sul fondo della trincea abbracciato a qualche libro, mentre in superficie volano mazze e piovono schegge, per ora non mi pare sbagliato. Cercare una via d'uscita? Ma uscita DOVE!?!?
Oggi il petrolio ha sfiorato i 99,20 dollari al barile, e il rapporto euro-dollaro è prossimo alla quota 1,50. Sticazzi! Diminuisce il potere d'acquisto degli italiani che quest'anno faranno meno doni a Natale. Sticazzi! Vanna Marchi è tornata a lavorare in un centro estetico. Stistracazzi (alla faccia di tutti i TG nazionali che ci hanno fatto i servizi)!!!
Oggi una signora si è buttata in strada dal quinto piano del suo appartamento. Non indossava le scarpe. Il suo sangue colava lungo la strada fin dentro nel tombino.
Quel tenero cinghialino di 115 chili, accovacciato al calduccio del suo letto, è il nostro miloz. Una nuova giornata è alle porte (in realtà è quasi pomeriggio) e una nuova sfida si pone davanti a noi: come svegliare miloz.
Dobbiamo sapere prima di tutto che, quando la coscienza è assente, il miloz è un groviglio di sensi iper-estesi e incredibilmente affilati. Se stiamo per prendere la maniglia della porta della sua camera, non lo sorprenderemo, perché ha già percepito la nostra intenzione di svegliarlo ancora mentre la stavamo pensando. E ci odia per questo. Ma anche se è pronto ad azzannare la nostra carotide in ogni istante, sa tenere a freno gli istinti omicidi, e riusciremo ad avvicinarci al suo letto... purché non facciamo baccano. Con discrezione.
Per quanto possiamo fare silenzio, miloz sa che samo lì vicino a lui, quindi non preoccupiamoci più di tanto: possiamo chiamarlo sussurrando, o appoggiandogli con delicatezza una mano addosso. Sentiremo presto come risposta un secco "mmh!!!": è un buon segno. Noteremo sul soffitto ancora qualche macchiolina di sangue. Qualcuno dice che sono segni di zanzare splattate, altri che risale a quella volta quando uno ha svegliato miloz scuotendolo energicamente: da non fare assolutamente!
Ovviamente non pretenderemo che scatti subito agli attenti. Per alzare il miloz dal letto o abbiamo una gru, o aspetteremo che lo faccia da solo. In ogni caso ci vorranno decine di minuti. E lo farà in pesante silenzio, lo stesso silenzio che il miloz si aspetta da noi. Se proprio non siamo capaci di ignorarlo o non parlargli, è bene per lo meno non fargli domande che richiedano una risposta vocale entro la prossima mezz'ora.
...almeno non completamente Ribadisco: "non mi avrete mai!"
Freude schöner Götterfunken,
Tochter aus Elysium,
Wir betreten Feuertrunken,
Himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder,
Was die Mode streng geteilt.
Alle Menschen werden Brüder,
Wo dein sanfter Flügel weilt.
(Friedrich von Schiller)
Non riesco a non provare i brividi quando ascolto il 4° movimento. Io di musica classica non capisco nulla, ma questo movimento, di questa sinfonia (9a), di questo autore (Beethoven) è troppo... troppo... non so! Ho notato che rabbrividisce solo il lato destro del mio corpo: la gamba destra, il braccio destro, il lato destro della schiena, la parte destra del volto e della nuca. La sinistra latita come al solito, in balia della de-coscienza, insensibile a questo tipo di emozioni, brava solo a manifestarsi, ogni tanto, sotto forma di dolore: alla scapola, al ginocchio alla schiena.
Ahaha! che ridere che mi fai! Dai, dimmi come ti senti, cosa provi, come stai... sei nero, sembri che ti sia atterrato addosso un pianoforte a coda. Come ci si sente? Una merda, va bene? e lo sai!
Sì, lo so, ma mi piace sentirtelo dire. Dobbiamo rispettare le nostre funzioni attanziali, mica possiamo stravolgere tutto: tu sei quello che si sente una merda, e io sono quello che dice “te l’avevo detto, te l’avevo detto!”. E te l’avevo detto, non è vero? Non è forse vero che lo sapevi anche tu? Ti ricordi la tua strategia per non cagarti in mano, e i tuoi tot buoni motivi? Dimmi, dove sono? Ti sei riempito la testina ti tutte le tue precauzioni, ma ti sei distratto un attimo e ti sei bruciato. Vero? Sì, è vero. Ma ora che dovrei fare...?
Cordiale inchino e battere in ritirata... ma è inutile che te lo dica, perché non lo farai mai. Tu continui con il tuo metodo, ma ricorda che prima che il tuo meccanismo di recupero entri in funzione, ancora per un po’ di tempo la mente continuerà a fare i suoi giri bacati, il cuore continuerà a battere in devianza e i polmoni continueranno a gonfiarsi e sgonfiarsi di aria pesante. Ma a te piace, ti piace troppo stare male. No? Eppure sembra proprio così. Invece della soluzione, quindi, ti propongo un menù che sicuramente ti piacerà: antipasto di commiserazione, primo di compassione e secondo di pietà. E quello di cui hai bisogno, vero? Per dessert la casa offre la risposta a quella domanda che tanto ti tormenta da tempo: “solo io”. E la risposta alla domanda seguente è: “devi essere un po’ più stronzo”. Se mi comportassi così, farei male a molte persone che non se lo meritano...
Allora continua pure a farti carico di tutto, a fare il bravo, e a stare male. Sei patetico! Aspetta pure la tua medaglia, ma sappi che non arriverà mai. Non ci sarà alcun premio né conguaglio, e lo sai: chi avrà dato avrà dato, chi avrà preso avrà preso. Neanche la pacca sulla spalla, caro. Per quelli come te un calcio in culo, invece, è la soluzione di ordinanza.
L'avevo già provato diverse volte. Redazione, sono da solo. L'unico pasto di oggi sono stati i superbiscotti di mia mamma all'ora di pranzo. Ordino una pizza e me la sparo di gusto davanti a Tv, Pc e terminale dell'Ansa. 5 minuti di pausa digestiva e poi vado a fare l'edizione del mattino. Sul Pc qualche mia collega ha lasciato una sigaretta.
Una sigaretta. Dopo 10 anni di fumo praticamente regolare, avevo deciso di fare una pausa... che dura da 6 anni oramai. Ma quella sigaretta lasciata lì era un invito a nozze dopo una cenetta al volo. La prendo, la annuso: odora di miele e cioccolato, come quelle che compravo a Umago anni fa. Chissà se in redazione c'è un accendino, penso, e mi immagino di fumarla giù sulle scale. Sono sicuro che sarebbe buonissima. Sono altrettanto sicuro che perderei un bel po' di autostima nello stesso momento in cui l'accendessi e tirassi la prima boccata.
No, ancora no. C'hai provato, cara de-coscienza. Lascio la sigaretta dove l'ho trovata, guardo ancora un pezzettino di TG e poi mi alzo e vado a finire il lavoro. Trovo che sia divertente resistere alle tentazioni... quando ci si riesce.
Una collega se ne va. Ha trovato il momento e il posto giusto, in un altro luogo. Un'altra ha dimenticato di truccarsi oggi. Ed è come se avesse dimenticato di indossare la sua maschera sociale che le permette di apparire sempre pronta per ogni situazione. E ha sbagliato, si è scoperta troppo, ci ha messo troppo entusiasmo nel felicitarsi con l'altra che annunciava la sua partenza e così il tutto è diventato una patetica scena di falsità. Tipicamente umano, si potrebbe dire, vero. Ha forse solo svelato la sua umana imperfezione, sapevo che anche lei ne era dotata, ma che questa emergesse in maniera così bassa non me l'aspettavo anche se mi era stato detto. Il fatto è che io non amo stare a sentire il gracchiare dei corvi, né partecipare alle spartizioni delle carcasse. Non mi piace piantare coltelli, né camminare sui cadaveri. Questa è forse una delle mie imperfezioni.
sì sì, ciao ciao! Petizione per la liberazione del peto
Scena. Cammino per la città di ritorno dal lavoro con un gelato appena acquistato in una nuova gelateria. (Buono!) Incontro un amico di vecchia data, anche lui di ritorno dal lavoro. Ciao, come va, tutt'apposto, insomma le solite cose. Sì sì, tutto figo, tutto bene, stanchezza, lavoro, le solite cose. Come va con Anna (la moglie), chiedo. "Sì sì, bene bene, tutto a posto", ride. Noto una smorfia. Sta bene Anna? insisto preoccupato. "Sì sì, sta bene", risponde mentre io percepisco un MA incastrato tra un ANCHE SE e il pomo d'Adamo. "Sì sì", ripete con un sorriso/smorfia quasi in uno stato compulsivo,"sì sì", per poi rifilare un "vabbé insomma così-così". Si stanno lasciando dopo 2 anni di a matrimonio.
Mentre la mia de-coscienza cerca di sfondare i muri imbottiti del mio auto-controllo, urlando "SI' SI' COSA, TESTA DI CAZZO!? ALLORA DI' CHE E' UN PERIODO DI MERDA! MICA TI MANGIO!", vedo il suo umore cambiare, la sua maschera in bilico sugli angoli della sua bocca contratti sempre nel sorriso/smorfia. Mi scuso di averlo messo in imbarazzo. Ci salutiamo e andiamo ognuno per la propria strada.
Mentre la mia de-coscenza continua a urlargli dietro "STRONZO! BUGIARDO! DI COSA HAI PAURA!?" penso al perché di quella maschera difensiva... nei miei confronti. Perché quella paura di essere giudicati, l'imbarazzo di essere stati giudicati, da me che non ho nessuna intenzione ne titolo per giudicare qualcuno, figuriamoci per cose che capitano nella vita, come un divorzio: un fallimento di una cosa che considero fallibile come tutte le cose umane.
In psicologia (di cui so poco... il mio amico è laureato in psicologia!) si chiamerebbe "carattere anale", riferito alla fase dello sviluppo in cui il bambino impara a controllare gli sfinteri (smette di farsi la pipì/pupù addosso). Controllo, in questo caso contenimento, che viene esercitato su ogni prodotto materiale o immateriale della persona. Perché considerato vergognoso o deplorevole. Posso solo augurare al mio amico di tornare presto a scoreggiare serenamente. Il mondo sarebbe un posto più rilassato e migliore se tutti imparassimo a scoreggiare un po' di più.
élp!!! EMERGENZA REALTA'!!! Questo blog viene preso troppo sul serio
...da me...
e non solo.
Tranquilli, sono solo bit su un server in qualche cantina... miloz è altrove.
Mesi di sala d'aspetto. Numero 30, sono da solo. Da qualche secondo è uscito l'ultimo, mi alzo e lo incorocio nel corridoio. Non mi dice nulla. Bzzzz!!! Il campanello chiama "il prossimo!". Entro. L'esame di coscienza te lo sei fatto da solo, vedo. Come stai? Ora ti dico cosa vedo io (muove delle lastre e poi dei fogli stampati ad aghi buttati sulla scrivania). Non ci sono miglioramenti. Male. Il tempo passa, non ci sono evoluzioni positive. (mi infastidisce un po' questo siparietto clinico della mia de-coscienza). Ma tu sai che così non si va avanti, non sei stupido. Lo so pecrché usiamo la stessa materia grigia, sebbene in modi diversi. (ufficio manageriale, con tavolo in rovere e luce solare filtrata da piante e tende gialle). Io so cosa vuoi, cosa desideri. Ma, seriamente, guarda queste statistiche e dimmi tu cosa vedi, quali risultati in questi ultimi anni. (ho una nuvoletta fantozziana che si scarica sulla mia testa). E il tuo piano industriale? Ti sembra un progetto? Devi cambiare strategia, stile di vita, comportamento, visioni, idee, priorità, posizioni... tutto. (mi stupisce il tono pacato, aspettavo aggressività). Tu sai che per ottenere qualsiasi cosa bisogna pagare, sacrificare qualcosa. Non esistono cose gratuite, ne certezze, la fortuna non esiste. Il 53 sulla ruota di Napoli potrebbe non uscire affatto, finché sei in vita, per usare una metafora. Non ti sembra evidente che i valori e la vita come li vedi tu siano insostenibili, direi d'intralcio? (seguo il discorso con faccia priva di espressione). E non te lo ha mica ordinato il dottore di essere così. Questo è quanto, la cura c'è. (nuovamente l'ambulatorio con riflessi grigio azzurri). Ce la farai, riuscirai a cambiare? Vorrai? Vedi tu, io sono qui. Quando vuoi...
che tristezza... Materializzazione della de-coscenza
Avrei preferito essere picchiato con un estintore piuttosto che vedere incarnata la mia de-coscenza. Tutto ruoterebbe al fatto che non sono (e perché non voglio essere) abbastanza cattivo, aggressivo, ambizioso... in qualsiasi cosa faccia. Per questo non combino nulla. Nella mia vita. Il fatto che per me sia importante la tranquillità (inter)personale lo dovrei relegare nella sezione "tempo libero". Perché nel mondo là fuori bisogna accoltellarsi, prendere tutto quello che si può, maltrattare o essere maltrattati, giudicare per non essere giudicati, fare le regole per non doverle rispettare. Bisogna essere ECCEZIONALI!!! Sennò che cazzo si vive a fare?!?!? Puttana di quella troia maledetta!!!
immagin(azion)i Sono la vittima, sono il carnefice
Stanotte ho sognato di trovarmi internato in un campo di concentramento. Non sembrava nazista, né un campo di sterminio, anche se venivamo trattati da "sottouomini". Sembrava un campo di lavoro, ma non ci permettevano di fare alcunché. In nessun momento si vedevano guardie armate. Solo qualche capò.
Nel campo di concentramento c'era anche mia sorella. L'unico momento in cui potevamo vederci era nella mensa, ma era severamente vietato parlarsi. Per "comunicare" potevamo solo tenerci per mano, di nascosto, quando ci trovavamo seduti vicini.
Come prigionieri, eravamo marchiati in base al "crimine". Io ero classificato in base all'appartenenza etnica, ma io non sapevo quale fosse la mia, cosa ero. Altri erano marchiati in base all'appartenenza religiosa, razziale o di preferenza sessuale, o come criminali comuni, dissidenti politici, assassini e così via.
C'era un'intolleranza a cascata anche tra noi prigionieri. I criminali discriminavano i dissidenti che discriminavano i "religiosi" che discriminavano gli "etnici". Questo odio interno ci impediva di organizzarci per ribellarci: ogni gruppo teneva sotto pressione un'altro gruppo, e più erano rigorosi più erano considerati. Non ci era permesso, però, neppure di organizzarci in base ai gruppi. Vivevamo tutti in stanze miste e la comunicazione tra le persone era sporadica e diffidente.
Mi sono svegliato senza che nulla di tragico fosse accaduto nel sogno. Avevo, però, un forte desiderio di sentire mia sorella. Poi c'ho pensato un po' su. In definitiva, quello nel sogno sembrava un "auto-lager", un campo di concentramento perfettamente autogestito dalle stesse vittime che vi si trovavano. Un sistema di oppressione chiuso su se stesso, senza che vi si potesse vedere l'origine dell'ingiustizia e della sopraffazione. Spero solo che questa cosa non possa esistere fuori dal mondo dei sogni.
Un desiderio di sincerità e libertà può dare come effetto indesiderato l’introduzione di un tabù, quindi una limitazione, restrizione di libertà. Sì, serve a mantenere la “pace” tra le persone, ma il risultato è esattamente opposto a quello inizialmente voluto. Stendo, quindi, sulla questione un velo, anzi un telone cerato. E sopra ci scrivo “EFFETTI INDESIDERATI - maneggiare con attenzione”. Seppure ingombrante, questa matassa la voglio stoccare nel magazzino della mia esperienza di vita. Tanto di spazio ce n’è in abbondanza.
Negli ultimi tempi mi sono distinto nell’arte del “non aver capito un cazzo”. Mi viene particolarmente spontaneo: è talento! E poi giù a costruirci attorno seghe mentali, ragionamenti basati sul nulla, castelli e fortezze tenuti su con lo scoth, bah... Raccolgo tutta questa merda, segatura compresa, e la metto in un sacco nero bello spesso. Poi in un barile di piombo, e poi ancora in un bidone di cemento. Sopra ci scrivo “PSICOSTRONZATE - altamente inquinante”.
Dove mettere questa schifezza sinceramente non lo so, se tenermela regolarmente sigillata nel magazzino della coscienza o gettarla in una discarica abusiva della mia de-coscienza. Oppure in una delle tante voragini che si aprono e si chiudono sul lato illuminato della mia personalità.
Giorni di esame di (de-)coscienza, auto-scansione, e domande del tipo: "cosa non sono?", "cosa non faccio?", "non ci penso agli ALTRI?", "perché sono così tanto convinto delle mie opinioni?". Guardo quel Tir di Giuliano Ferrara e concludo di non essere molto diverso da lui (idee a parte)... massa corporea (diviso due, però), barba, spigoloso, testardo, violento nella discussione, prevaricante nei confronti dell’interlocutore. Velleitario. Sono un pizzico narcisista o esibizionista?... può darsi, oramai non mi stupisco di nulla. Difendo fino alla morte le mie opinioni, cercando di costruire argomentazioni razionali... ora dubito nella mia razionalità, e di conseguenza nelle argomentazioni, nelle mie opinioni. Tutti i miei "stanno veramente così le cose!?" e i miei "perché!?" che ho sparato al mondo, ora mi si riflettono indietro in milioni di echi. Mattone dopo mattone, mi smonto per non crollare totalmente.
sto delirando? Forse tutto quello che sono è sbagliato (regola del
"beneficio del dubbio")
Un SMS ricevuto a letto, appena sveglio, può gelarmi il sangue e magari cambiarmi la vita, più che la giornata. Le cose che mi si dicono raramente mi lasciano indifferente. Fanno male, qualche volta, ma se chi parla è convinto di dire il vero, è giusto che queste cose le dica. Perché la verità è necessaria, sempre. Ma forse sto delirando a vanvera, perché tutto può essere interpretato, sopratutto un SMS apparentemente fuori contensto. Il poco sonno di questi giorni, semplicemente, non mi permette di vedere la situazione se non nella sua più tragica delle varianti.
Sto delirando, tutto quello che so(no) è una stronzata, sto sbagliando io e magari senza accorgermene ho fatto io il danno. Può essere, non lo so, ma il dubbio mi è rimasto. I sintomi del disastro sono già evidenti: appena uscito di casa mi sono sfracellato sul marciapiede come una merda (sono scivolato sulle striscie anti-scivolo!!!), l'anima (o chi per lei) mi fa un male cane, la coscienza ha un rigurgito autoimmunitario, la de-coscienza recita il mantra del "te lo avevo detto". Le mie diffese sono momentaneamente collassate, domani starò male.
Cosa stai combinando, miloz. Ma ti vedi? Sei stretto come un miserabile ai tuoi principi... fai ridere! Lo sai che non cambierà un cazzo, perché non contiamo un cazzo. Allora perché ti ostini? Pensi veramente di poter migliorare qualcosa? Eliminare qualche ingiustizia? Stronzate! Ti sei scelto una bella vita di merda. E il mondo se la sta godendo alle tue spalle. Sì, bravo, rimani onesto, buono, con la coscenza pulita, e guarda gli altri che non si fanno tutte queste seghe mentali hanno una vita, non dico bella, ma almeno normale. Tanto so che ti sta sul cazzo il ruolo che ti hanno assegnato... il "gigante buono". Cos'hai combinato fino ad ora? Lavoro? Famigla? Figli? Ragazza? Casa? Ah, sì, udite udite signori!, lui c'ha la sua dignità, la sua etica, i suoi principi! Lo sai bene che con queste cose così belle, ma inutili, non otterrai mai nulla nella vita. Che tutte le porte te le chiuderanno nel muso, mentre saranno sempre aperte ai viscidoni. Sì, quelli che hanno capito cosa bisogna fare e avere per contare almeno qualcosa. Lo sai! Lo so che lo sai! E allora? Beh, cazzi tuoi. Ma non lamentarti, l'hai voluto tu! E se pensi di poter avere la coscenza tranquilla anche solo per un istante, COL CAZZO!!!