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La quercia è spesso presa come simbolo di forza, perseveranza e virtù: maestosa nella foresta, sempreverde, con un fusto robusto e la chioma abbondante. Ma se prendiamo una sua ghianda e la piantiamo in un terreno poco generoso, con pochi centimetri di terra, l'albero che ci crescerà sarà basso e contorto, aggrappato con le radici alle rocce, in cerca di equilibrio tra di un pezzettino di terra e una pozza d'acqua. E anche se un giorno per qualche ragione lo trapiantassimo su un terreno fertile e ospitale, l'albero non si raddrizzerebbe. Non riacquisterebbe la sua leggendaria maestosità.
Così sarà la mia generazione, che cresce con l'ostilità esistenziale nel cuore, e che pianta le radici non nella terra fertile, ma nella discarica melmosa del precariato. Ci stiamo adattando e chi non si adatta si estinguerà, nella migliore tradizione darwinista. L'evoluzione lascerà tracce difficilmente correggibili. Penso al fatto che noi, la generazione precaria, impariamo a vivere con poco, a evitare spese inutili, buona parte di quello che rappresenta la "modernità" è fuori dalla nostra portata, anche ideologica.
Non possiamo avere un mutuo per la casa, ma neppure investiamo in borsa. Contando i soldi in tasca, sviluppiamo una immunità alle inculate bancario-assicurative. Impariamo che la tecnologia è utile se ci si risparmia, e utilizziamo le cose finché funzionano, e forse impareremo a ripararle. Impariamo che anche il nostro tempo libero ha un valore, che non è denaro, e che qualche volta guadagniamo di più se non andiamo a lavorare. Riscopriamo il bello del camminare e andare in bici. Impariamo che non dobbiamo ammalarci perché non possiamo permetterci le cure, quindi pensiamo in anticipo alla salute. Impariamo che spesso non dobbiamo pagare le tasse, perché per quello che guadagniamo ne siamo esenti. Impariamo come cavarcela senza commercialista, avvocato, barbiere, senza televisione, senza stato.
Evolviamo vivendo nello schifo, imparando come non diventare schifo e amando coloro che non sono diventati schifo, e impariamo ciò proprio da quegli schifosi sfruttatori e prepotenti, che sono i nostri migliori maestri per quello che non vogliamo essere, sul come non fare.
Noi veniamo sospinti fuori dal mondo che noi stessi contribuiamo a creare, il capitalismo senza frontiere per il quale non siamo persone ma risorse (da utilizzare fino allo scarto), ma il bello è che esiste un "fuori", ed è proprio qui che si può esistere senza essere schifosi. Ci vivono persone che, anche se qualche volta meschine e puzzolenti, sono solo persone. Non pedine, né maschere, né appendini per bei vestiti, né fiati per belle parole. Sono persone, semplicemente, come me, che pensano, mangiano, cagano, ridono, piangono, si arrabbiano, dormono, fuggono, amano, soffrono, si cercano, perché questo è vita, e non perché così DEVE essere per qualche ragione o motivo.
La figata di tutto questo è che - udite! udite - noi tramanderemo quello che abbiamo imparato ai nostri figli, così come i nostri genitori ci hanno tramandato l'importanza di avere un lavoro e la pancia piena, perché da piccoli hanno provato la fame e da giovani hanno lottato e ottenuto diritti che prima non avevano. Io forse non ho futuro, ma questo schifo sicuramente non ha futuro. E' una questione di evoluzione.
dove sorge il Sol dell'avvenir? Bello bello bello!!!
Il film si chiama 'Linda Linda Linda', è del 2005, regia di Yamashita Nobuhiro. Semplicemente da vedere (ovviamente in versione originale con sottotitoli)! Ecco.
fronte orientale A g g i o r n a m e n t o : n u l l a d i n u o v o
Brevemente... ma neanche tanto. Non solo anime. Dopo essermi sparato serie intere di Evangelion (fondamentale!), Death Note, Elfen Lied (sembra splatter, ma critica feroce contro la vera violenza), Ergo Proxy, Earth girl Arjuna (ecologia a manetta, non mangerò mai più un hamburger), un monte di animazioni di Miyazaki (consiglio, in particolare, TUTTO!!!), qualche film giapponese qua e là (per chi vuole piangere, Crying out love, in the center of the World), sono passato a droghe pesanti... narrativa giapponese.
Tutto è iniziato un bel giorno, quando ho trovato un racconto di Tanizaki, La gatta. Carino! Poi, cercando altre cose di Tanizaki, per caso ho scoperto Mishima (Confessioni di una maschera, La voce delle onde, Dopo il banchetto), e poi anche Murakami (Norvegian wood, A sud del confine, a ovest del sole)... ora sto divorando romanzi in maniera schifosa. Io, che non riuscivo a scegliere qualcosa che non fosse saggistica o fantascienza.
Sarà che il mondo là fuori è sempre più una merda e non riesco a trovarvi soddisfazione alcuna. Sarà che non ci sono più le mezze stagioni, ma manco le stagioni intere, ma manco le doppie stagioni, e il mio inverno sta diventando un'era glaciale... sarà che appena metto il naso fuori dal mio guscio c'è sempre qualcuno che vuole, pretende, obbliga, esige, impedisce, ostacola, preme, impone, decreta, stabilisce, ecc. Sarà che questi autori sono veramente belli (non sono nessuno per dire bravi), ma passare il tempo seduto sul fondo della trincea abbracciato a qualche libro, mentre in superficie volano mazze e piovono schegge, per ora non mi pare sbagliato. Cercare una via d'uscita? Ma uscita DOVE!?!?