[ тринаесТачака ]
Capuccetto rosso s'è mangiata lupo, nonna e cacciatore.

29/11/2006

 

| by miloz | 20:40 | commenti

23/11/2006


atelier Auschwitz
Mors tua, Ars mea

Se fossi condannato a morte, che ne so... per impiccagione, farebbe qualche differenza se l’esecuzione avvenisse nell’intimità funebre di una stanza o davanti a una platea di miei simili, desiderosi o meno della mia morte? Non so. Ma se l’esecuzione fosse inserita, ancora più contro la mia voglia di vivere, in una performance artistica, beh... mi darebbe molto più fastidio.

Questo è capitato ad una gallina a Zagabria, in una galleria d’arte. La performance ha visto l’artista, Vlasta Delimar, sgozzare il povero pennuto, spargendo il suo sangue sul pavimento, spennarlo, sbudellarlo e cucinarlo. Davanti ad un pubblico di cultori dell’arte contemporanea. Anche se gli organizzatori della performance giurano che la gallina non è stata sprecata, non so quanti dei presenti hanno avuto il coraggio di gustare i preziosi cosciotti.

L’obiettivo della performance artistica voleva portare a livello pubblico tante cose: la violenza quotidiana (domestica), il lavoro sporco delle donne, l’ipocrisia di chi si nutre di animali, ma non li vuole vedere morire. Era anche un affronto all’arte, visto che molti artisti hanno difeso la Delimar invocando la libertà di espressione artistica, mentre altri l’anno bocciata come una inutile crudeltà.

Non sono un vegetariano, ma mi considero abbastanza animalista. Solo 'abbastanza', perché non metto sullo stesso piano l’uomo e la gallina. Credo tuttavia che, anche se la gallina (forse) non ha la percezione della propria dignità, l’uomo ce l’ha, per sé e per la gallina. Per questo vedere una qualsiasi vita sacrificata contro la propria volontà istintiva sull’altare dell’arte, che per noi non è altrettanto essenziale come la vita per la gallina, mi fa rabbrividire. Il fatto che, poi, non sia stata sprecata non rende la sua morte meno inutile, e meno grave la sofferenza inflitta all'animale.

Forse è una mia illusione, o un bigottismo, ma l’arte non la considero più tale quando toglie la vita o fa male a qualcuno che non vuole che gli si faccia del male. Che sia una farfalla, una gallina, un albero o una persona.

palude mentale, visto letto sentito | by miloz | 21:59 | commenti

20/11/2006


non luogo

Il dentro visto da fuori

Sembra banale dirlo, ma il carcere è un ambiente fuori dal mondo. Un luogo dove le porte non si aprono mai completamente, ma quanto basta per passarci. E mai contemporaneamente due dello stesso ambiente.
Mi aspettavo di trovare molte più sbarre e grate a suddividere i corridoi e le celle, ma queste vengono usate solo esternamente, o per proteggere le installazioni elettriche e le tubature che corrono sul soffitto. Gli ambienti sono divisi da porte blindate frangifuoco, e paratie mobili in plexiglass rinforzato o vetro blindato. I neon illuminano il pallido dei corridoi, il cui respiro è composto da schiocchi di serrature elettriche e passi delle guardie. La tensione è il silenzio.
E’ un luogo di negazione dell’umanità delle persone, per chiunque vi entri, per qualunque motivo. L’umanità è la cosa più pericolosa per il funzionamento di una prigione e non le deve essere concesso spazio. Lo si vede nella gentilezza anonima delle guardie penitenziarie, nella posizione marziale che assumono quando si fermano: piedi leggermente più larghi delle spalle, una o entrambe le mani dietro la schiena e sguardo imperscrutabile, qualsiasi sia l’espressione del volto. Il fatto che non si appoggiano mai ai muri o alle porte, e che tengono alla cintura una fondina di pistola vuota, le rende ancora più distaccate.
E i detenuti? Non ci sono, non esistono se non per chi, per lavoro o altro, ha a che fare con il carcere. Del resto, sono qui per questo.

diversità, the system, surrealtà | by miloz | 18:53 | commenti

17/11/2006


. . .
Non è giusto

Scusami Viktoria, non è colpa tua, ma non puoi più rimanere nella mia testa. Mi dispiace per cosa ti ha fatto, non è giusto che il tuo sangue si sia mischiato con la pioggia. Non è giusto che nei tuoi ultimi momenti la testa ti fosse sorretta da uno spartitraffico di cemento. Qualsiasi cosa sia accaduta prima, non meritavi quei colpi così vili che di te hanno visto solo la schiena. Io ti ho vista in volto, e me ne vergogno. Mi vergogno per tutti gli uomini, per tutto quello che ti hanno tolto, per la sofferenza che ti hanno provocato nei tuoi trentuno anni. Mi vergogno perché non ero lì a vederti con i miei occhi di carne, ma ti ho vista con gli occhi con i quali tutti ti vedranno domani. Interrotta in un gesto quotidiano, in un parcheggio, di sera. Che mondo di merda. Che lavoro del cazzo...

psicoterapia | by miloz | 00:20 | commenti

13/11/2006


web resistance
Pubblicità contro la pubblicità

Allora, navigatori seri e coscienziosi. Prendete carta e matita (2B please!) e scrivete:
1. scaricare Mozilla Firefox
2. installare Mozilla Firefox
3. avviare e configurare secondo i propri gusti
4. scaricare e installare l'add-on (aggiunta...) Adblock Plus
5. riavviare Firefox, e scegliere un fornitore della lista delle pubblicità.

E ora godetevi un Web senza rotture di coglioni pubblicitarie, senza finestrine che saltano qua e la, senza immagini che si ingrandiscono quando ci passi sopra con il maus, e ti tolgono il controllo sulla pagina del sito fino a quando non ti provocano la nausea.
Incredibile ma vero, con questa aggiunta a Firefox persino Repubblica.it diventa un serio sito di informazione pieno di notizie e senza bagigi, e finalmente si possono usare servizi gratuiti (Geocities, web mail) senza dover perdere i nervi in attesa che si carici o che scompaia la pubblicità.
Ed è tutto gratis...

p.s. qualcuno sa dove posso trovare un plug-in contro l'emicrania (hemicrania irpiniae) e un add-on per bloccare gli urli di colleghe e colleghi in redazione?

| by miloz | 21:16 | commenti (1)

12/11/2006


4 novembre & co.
Le attuali generazioni per la futura guerra

Giornalista: "Lo sapete cosa si festeggia oggi?"
Ragazzo1: "Oggi, sì... no, che è oggi?"
G: "Oggi è il 4 novembre, sapete cosa festeggiamo?"
R1: "Ehm... non so, qualcosa con la guerra forse..."
G: "Sì, la Prima Guerra mondiale... ma cosa?"
Ragazzo2: "Ma sì, la fine della guerra!"
G: "Sì, più o meno. La vittoria dell'Italia nella Prima Guerra mondiale..."
R2: "Ah sì, l'Italia ha vinto la guerra... hai sentito (fa all'altro ragazzo)"
R1: "Eh? L'Italia ha vinto la guerra... ah sì, abbiamo vinto... POOO PO-POO PO-PO-POOO-POOOOO!!!!"

manuale di buon giornalismo, non si può anadare avanti così, palude mentale | by miloz | 16:50 | commenti (1)

06/11/2006


4 novembre & co.
A monito per le future generazioni in guerra

E bravi voi, ve ne state sepolti e ammucchiati lì nelle vostre fosse, negli ossari e nelle trincee ancora da riscoprire. Veramente bravi, bel esempio di sacrificio per la Patria.

Fessi, ecco cosa siete e cosa eravate! Fessi!!! Miseri, siete andati a morire come caproni, ma per chi? per cosa? Non lo sapevate, ma ci siete andati. Per il Re e la Patria, ecco, per la Bandiera e l'Onore dei generali che così si potevano bullare con i colleghi dell'altra trincea.

Fessi allora, e quindi ora vi meritate tutti questi onori offertivi da questi babbei con i pennacchi, dalle marionette dei picchetti, dai doppi petti scortati in macchine blu. Sì, proprio questi vampiri, eredi di quelli che vi hanno mandato al macello. Al quale siete andati malvolentieri, ma ci siete andati senza ribellarvi.

E ora questi sfilano, si ornano, si atteggiano, bevono e mangiano, si fanno belli e si dichiarano onorati per il vostro gesto. Che chiamano eroismo. Coraggio e abnegazione. Sprezzo del pericolo. Amor patrio. Fedeltà alla Bandiera. E appendono allori e medaglie sulle vostre tombe. Bello, eh? E si riempiono la bocca "alti valori civili e militari", emersi dal vostro sacrificio, tacendo le cause dello stesso: opportunismo politico e affari economici di quelli per i quali avete accettato di morire.

E voi? Eroi? Che in guerra ci siete andati perché "si doveva", che siete stati straziati e dilaniati da armi che voi stessi avete costruito, che nel fango delle trincee siete stati messi ad avere paura, a morire di freddo, malattie, parassiti. Che andavate incontro alle trincee nemiche ubriachi, con le stesse mutande da settimane e in faccia il sangue di chi vi stava accanto fino a un minuto prima. E ci siete andati! Cosa volete ora? Rispetto e onori? No da parte mia. Rispetto vada a chi ha lottato per salvare la pelle sua e dei suoi cari, non a chi non ha saputo o voluto ribellarsi di fronte al macello orchestrato da altri.

Anzi, io vi maledico! Così come vi maledivano gli uomini e le donne che avete lasciato per andare a morire gratuitamente come caproni. Come vi maledivano le vostre madri e i vostri orfani, dovendo addirittura ringraziare i vostri carnefici per la commemorazione offerta in vostro onore. Bel affare avete combinato alle vostre famiglie: una corona di fiori e una medaglietta in cambio di un padre, un marito, un figlio, un fratello.

E ora voi, poveri fessi, venite indicati come modello. Bravi! Bella eredità ci avete lasciato: come morire senza protestare. Generazione di suicidi di massa per nulla. Ecco perché non intendo onorarvi! E ora il vostro contrappasso siano le vostre tombe ornate da filo spinato, bombarde e baionette che vi hanno portato via la vita, vi accompagnino in eterno. Che onori siano tributati alle vostre ossa con pompose cerimonie che esaltano la necessità del vostro massacro. Che parlino per voi questi cialtroni riveriti e scortati. Che vengano applauditi dai vostri eredi, quelli che hanno imparato la lezione da voi impartita e ora sono pronti a immolarsi e offrirsi carne da cannone in loro beneficio. Grazie!

| by miloz | 12:52 | commenti (2)


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l'ozio di
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Attenzione, questo blog sembra.