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29/01/2005
and finaly... 13punti - AudioPost #1 [768 KB] Per scaricare il file audio: "tasto destro sul link - salva oggetto con nome" Mi scuso con i non udenti, è una mia mancanza...
| by miloz | 13:56
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28/01/2005
mali di stagione Le mie radici velenose
Succede sempre così, in questo periodo. Vado al Festival AlpeAdria, vedo alcuni film serbi, bosniaci, croati, sloveni. Torno a casa, rispolvero i miei vecchi album di Bijelo Dugme, Balasevic, Plavi Orkestar. Ed è fatta. Riemerge la nostalgia e quella puttana del mio spirito balcanico che, unito ad alcuni casini personali, provocano un tale fall-out emotivo che mi viene voglia di vomitare il cuore. Mi ritiro a soffrire nella mia stanza. Le mie coinquiline mi guardano, non capiscono. Come non capivo io quando Majka, mia nonna paterna (si chiamava Ruža), si ritirava nella propria stanza dicendo che andava a pregare. In realtà andava a piangere per i bambini che ha perso nella Seconda Guerra mondiale. Ecco, non riesco a non pensarci. Le mie radici maledette partono da quei luoghi, belli e crudeli, nei quali Majka visse i peggiori momenti della propria vita. Da un villaggio in Bosnia, lungo il fiume Una, dove perse il marito, partigiano, e vicino al monte Kozara, dove vide bruciare dagli ustascia i suoi 5 figli, chiusi nel granaio insieme a tutte le persone del villaggio. Da Jasenovac, in Slavonia (Croazia), campo di concentramento e sterminio per Serbi e Rom, da dove uscì viva solo perché costretta a lavorare la terra di una famiglia di signori. Sempre in Slavonia, dove rifugiò a guerra finita. Non poteva più rimanere nel proprio villaggio in Bosnia: quando il vento soffiava tra gli alberi, mi disse una volta Majka, sentiva i propri figli urlare e correva nel bosco a cercarli. Il suo secondo marito, il mio vero nonno, non volle seguirla. A Tordinci, un villaggio della generosa Slavonia, nacque mio padre, e poco dopo Majka si ammalò di tubercolosi. Ne uscì anche grazie all’aiuto della gente di Tordinci e Ostrovo, un villaggio vicino, che si occuparono del bimbo. A Ostrovo, dove lavora la terra di un altro, mia nonna conobbe Mlađo, appena uscito di prigione per aver ucciso, a guerra finita, colui che in guerra gli aveva ucciso il figlio. Vanno a vivere insieme. Dicono che Mlađo era un uomo severo e che molti avevano paura di lui, ma che non abbia mai alzato un dito o la voce con mia nonna o suo figlio. Non voleva fare da patrigno, né mio padre ne voleva uno. Ho alcune foto di nonno Mlađo con mia sorella in braccio. I baffi alla Franz Josef tradiscono il tempo cui apparteneva. Mia madre lo ricorda come una persona estremamente corretta. Fatto sta che con tutti gli odi, le guerre, le sfortune, Majka riuscì a tirare su un figlio che, senza un padre e avendo il mondo contro, è diventato un ottimo padre e una splendida persona. Ruža ha vinto la battaglia per il suo ultimo figlio. Rimase sempre immune all’odio, ma dovette portarsi dietro un dolore enorme e una maledizione che si tramanda nella mia famiglia. Quella di vedersi sottrarre o perdere ciò che si ama. Quella di percepire la sofferenza degli alti. Quella di rendersi conto che certe situazioni possiamo capirle, ma non cambiarle. Ora, quando alcuni eventi risvegliano queste mie radici, potete immaginare come mi senta. Quando vedo che sono solo l’ultima espressione, il prodotto finale di questo serpentone di casini dei miei nonni, dei miei genitori, e miei. Quando capisco che il terreno nel quale affondano queste radici non esiste più e ora viene da tutti negato, mentre io, dentro di me, ne sento un ricordo vivo. Anche se certe volte vorrei essere un po’ più stupido per non rendermene conto, in realtà non cambierei le mie radici velenose per nulla al mondo. Solo che certe volte fanno male.
| by miloz | 16:18
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26/01/2005
con la sola imposizione dei media
Previsione dei tempi: febbraio-marzo 2005
Giungeranno dal medio oriente, durante il prossimo fine settimana, nuove perturbazioni che interesseranno il “regolare” processo democratico e causeranno un’impennata delle giustificazioni per i fenomeni violenti che accompagnano entrambi i lati del fronte caldo.
A partire da febbraio, dopo il trionfo dei fenomeni del “Bene”, avranno luogo intense perturbazioni psico-mediatiche atte a convincere le masse fredde che il trionfo del Bene è stato veramente un trionfo. Del Bene. Tali perturbazioni saranno accompagnate da precipitazioni del prezzo del petrolio.
Più avanti, eventuali episodi temporaleschi nel centro-nord Italia saranno attribuiti a fenomeni di carattere anarco-insurrezionalista.
Analoghi episodi di bassa pressione nel sud del Paese saranno, invece, dovuti a masse in movimento per il diritto al lavoro e la tutela dell’ambiente. Queste, tuttavia, saranno sicuramente interessate da infiltrazioni di cellule malavitose e daranno l’inizio alla formazione di nuovi fronti reazionari che potrebbero coinvolgere l’intera Penisola.
A causa dell’anticiclone delle regionali, non sarà di alcun aiuto l’aria fritta proveniente dalla sinistra istituzionale che darà luogo solo a sporadici fenomeni televisivi. E’ probabile un forte calo degli ascolti.
manuale di buon giornalismo, surrealtà, sognato pensato | by miloz | 14:51
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22/01/2005
sof... uff.. sopratt.. sopratitolo Ho un'anima di gomma piuma? Se esiste un'anima (e non ci credo), la mia deve essere fatta di quel materiale di cui sono fatte le palline anti stress. Oggi, a lavoro, mi sono reso conto di avere una pazienza molto resistente. Me lo dicevano spesso i miei amici, che ero troppo buono, che ci vuoleva molto per farmi perdere le staffe. E' che su certe cose proprio non mi va di stare lì ad arrabbiarmi. Eppure certe volte... vabbé! Parlando di cose piacevoli: Trieste (AlpeAdria) Film Festival. L'altro ieri ho visto l'ultimo Kusturica, La vita è un miracolo. Carino, kusturiziano, ma non aggiunge nulla di nuovo. Ieri, invece, un film ungherese, Kontroll di Nimrod Antal: un gioiello! Visionario, molto ritmato, quasi orwelliano, racconta del mondo underground degli operai della metropolitana di Budapest. Bellissimo! Assolutamente da vedere.
| by miloz | 21:02
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19/01/2005
SOS - HELP! - MAY DAY Vogliono esorcizzare la mia agenda!!! Oramai si è aperta una caccia alle streghe contro la mia agenda. Ieri, Micol: "No, Milos! Hai appoggiato l'agenda qui e mi si è bloccato il computer!" Oggi, arrivo in redazione, tiro fuori l'agenda dall'armadio... e Seba: "Cazzo, se ga denovo inciodà sto computer de merda!"... e Micol mi guarda e punta il dito contro la mia agenda. Mattia, poi, rincara la dose: "Milos, ti ricordo che l'ultima volta quando siamo andati a Gorizia in treno la tua agenda ha provocato un ritardo di mezz'ora." Ogni volta che Umbi vede la mia agenda ha un brivido lungo la schiena e la guarda con sospetto. Paolo la chiama "l'agenda dei Bambini di Satana". L'unico che ne rispetta il potere magico benigno (oltre al sottoscritto) è Pierpa, convinto che toccarla e venerarla porti fortuna. In realtà tutti i mouse della redazione funzionano meglio se hanno la mia agenda come mousepad, ma vaglielo a spiegare a questi forcaioli. Forse dovrei scrivere una lettera alla Lega Anti Vivisezione dell'Agenda.
| by miloz | 16:43
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18/01/2005
blogterapia Tra me e non-me: quello che (non) sono Non è l'ennesima crisi, è sempre la stessa: quella iniziata dal primo giorno della mia vita. Come dice spesso mio padre "appena nato, tutto ti è puntato contro!" E' vero, bisogna combattere, le cose non vanno per il verso giusto spontaneamente, perché non esiste UN verso giusto. Bisogna, tuttavia, non essere vittime della lotta, perché è la vita stessa che conta, anche se ogni giorno ce n'è sempre di meno. Sentire o pensare? Sento che esiste (anche dentro di me) giusto e sbagliato. Penso che il giusto debba prevalere. Ma voglio anche che si sappia che non c'è solo il giusto dentro di me. Per amor di verità che è sempre necessaria, anche quando ci fa male. Io non sono buono, sono "anche" buono. Sento, inoltre, quasi in maniera palpabile, che qualcosa di importante mi sta nuovamente scivolnado tra le dita. Non so trattenere quello che amo. Sono troppe le cose che ho perso perché mi sono fermato a pensare. Cosa voglio? Il desiderio di essere non può rimanere desiderio. C'è bisogno di un atto di volontà. Bisogna essere positivi, quindi, bisogna porre le condizioni della propria esistenza ed essere sinceri in questo. Ecco, questo è il mio problema. La sincerità è il mio cavallo di battaglia, ma in quanto sono una persona mortale, la mia volontà è limitata nella forza e nel tempo. E, come una pianta, meno viene coltivata peggiori sono le condizioni per la sua crescita/esistenza. Oppure? Bisogna buttarsi e abbandonarsi. Perdere il controllo, perché forse il controllo non l'ho mai avuto. Non cercare di governare la tempesta, ma scivolare tra le onde, vedere cosa succede... vederlo per una volta, da dentro, magari può piacermi. Questa parte del mio essere mi è completamente aliena. E' un'altro me che non ho ancora scoperto e ho paura di scoprire.
| by miloz | 21:31
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15/01/2005
l'immagine residua del potere
Inaugurazione dell'anno giudiziario 2005
La scena si presenta a strati concentrici: Mondo, Stato, città, cittadini, vigili urbani, polizia, Tribunale, carabinieri, aula della Corte d'Appello. Dentro l'aula, invece, vi è una stratificazione lineare: carabinieri in alta uniforme, giudici, magistrati, avvocati, rappresentanti del governo, CSM, regione, provincie, comuni, alti gradi di polizia, carabinieri, finanza, esercito, politici e illustri locali, professionisti e professori, giornalisti misti ad agenti in borghese, digos, scorte e servizi d'ordine.
Il Presidente della Corte d'Appello ha salutato le istituzioni presenti e ha brevemente introdotto la cerimonia. Ventiquattro minuti dopo, scolandosi a canna un litro d'acqua minerale, ha ceduto la parola al Procuratore Generale. Il magistrato, indossata la toga, ha ringraziato il presidente e ha regolato il microfono. Con una ventina di correzioni successive, durante il solo primo minuto di discorso. I seguenti ventinove minuti li ha trascorsi parlando e tirandosi su la toga che cercava disperatamente di scivolargli dalle spalle per la noia. La parola è poi passata al rappresentante dell'Ordine degli avvocati che ha esordito con una lamentela sull'eccessiva lunghezza del discorso del PM, intervallando gli aggiustamenti del microfono con i recuperi degli ochiali, che a periodi di 39,3 secondi cercavano di scivolargli dal naso.
Al 27-mo minuto del monologo avvocatesco, il PM ha chiesto al giudice il diritto di replica, ma non è stato accolto. Ciò ha causato stupore tra le istituzioni e i rappresentanti dell'ANM. Il giudice ha ammonito di fare silenzio o avrebbe fatto sgomberare l'aula, al che i carabinieri in alta uniforme hanno battuto i tacchi, il generale dell'esercito s'è buttato a terra, cinque poliziotti hanno apoggiato il dito sull'auricolare e quattro agenti di scorta si sono alzati mettendo la mano sulla pistola. Una persona ha starnutito e un sms è arrivato. A questo punto, convocando le parti, il Presidente della Corte d'Appello ha concesso una pausa di 15 muniti per far calare la tensione.
Rientrati in aula, visto che dovevano ancora parlare il rappresentante del CSM e quello del Governo, il giudice ha imposto il rito abbreviato per tutti i relatori, creando nuovi brusii tra le file delle istituzioni e dei professionisti. Il rappresentante del CSM non ha voluto patteggiare e ha dichiarato che limitare il tempo al CSM è un attentato agli organi costituzionali, al che i carabinieri in alta uniforme hanno battuto i tacchi, mentre quello in uniforme storica è svenuto, cadendo addosso al Procuratore Generale che, a sua volta, ha urlato all'attentato, facendo scattare in piedi la scorta che giocava a briscola con i giornalisti. A questo punto è balzato in piedi il Sottosegretario alla Giustizia urlando che era troppo, che era ora di finirla con le lungaggini della giustizia.
In un marasma totale il Presidente della Corte d'Appello ha deciso di tagliare la testa al toro. Si è alzato, ha battuto due volte il martello sulla testa del Sostituto Procuratore Aggiunto più vicino, dichiarando solennemente: "Oggi, sabato 15 gennaio 2005, dichiaro ufficialmente aperto l'Anno Giudiziario 1969!"
Sia il PM che i rappresentanti degli avvocati hanno annunciato il ricorso alla Cassazione.
Qualsiasi riferimento a situazioni o persone reali è puramente questione di tempo.
the system, il poterazzo, sognato pensato | by miloz | 16:19
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12/01/2005
13zen Oggi so che... Il ponte deve poggiare su entrambe le sponde.
| by miloz | 22:58
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10/01/2005
My Favourite Things Mi risveglio in tranquillità La sveglia mi suggerisce timidamente di alzarmi. No, troppo presto, le ultime giornate mi hanno sfinito, ho bisogno di un po' più di riposo, tranquillità. John Coltrane mi dondola tra il cuscino e il piumone con il suo magico sax tenore. Il piano, con tocchi leggeri, apre ampi spazi ricoperti d'erba creata con schioppettii di piatti e rullanti. Il basso scandisce la fluttuazione del cielo e il contrabbasso orienta e dispone le nuvole. Dormo nascosto nell'erba recitando il mantra A Love Supreme.
| by miloz | 13:47
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06/01/2005
psychointermittenza Puc!... bollicina... puc!... un'altra...
Il cervello schiuma come una lavatrice a mezzo carico. La centrifuga mescola pensieri, idee, paure, sensazioni, sparanze, gioie. Non so più... non so.
| by miloz | 09:50
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03/01/2005
ECG piatto e/o sub-sinusoidale Il lavoro disturba la mente
Quando il dipendente va in vacanza, il precario lavora. E sono giorni di lavoro più o meno intenso. E ho notato che, proporzionalmente alle ore di lavoro, la voglia di fare altro (qualcosa di creativo) scema progressivamente, fino al suo punto più basso rappresentato dalla 'fase televisiva'. E' la fase nella quale il cervello della vittima si sintonizza di propria iniziativa sui principali canali televisivi, senza bisogno del televisore! Le giornate, a questo punto, assumono la forma circolare del "mantra del sistema": lavoro-cibo-televisione-sonno. Il CPRCD (Comitato Pre-rivoluzionario per il Risveglio del Can che Dorme) ha deciso di opporsi con ogni mezzo indisponibile a questo "Stato delle cose" e annuncia la traslazione dell'attenzione su questioni diametralmente marginali. Non si può più andare avanti così! Bisogna procedere a macchia di leopardo sbiadita. Augh!
| by miloz | 19:21
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